Giovanna Pedretti, i volontari deI Maggiolino: «Escluso che volesse sfruttare la disabilità per pubblicità»

Redazione
15/01/2024

I volontari dell'associazione a cui erano destinati i proventi dell'iniziativa della pizza sospesa, nel locale della 59enne, l'hanno ricordata come «una persona fantastica». Poi la difesa: «Il tema le era molto caro. Non aveva scritto lei la recensione, non è vero che sia stata una montatura». 

Giovanna Pedretti, i volontari deI Maggiolino: «Escluso che volesse sfruttare la disabilità per pubblicità»

Il caso di Giovanna Pedretti continua a far discutere. Il corpo della donna, titolare del ristorante Le Vignole di Sant’Angelo Lodigiano, è stato ritrovato domenica 14 gennaio sulla riva del fiume Lambro. Nelle ore precedenti, il suo nome e quello del locale hanno riempito le pagine dei giornali per una recensione negativa che avrebbe scritto un cliente, criticando la posizione del proprio tavolo «vicino a gay e un disabile». Infine sono arrivati il debunking sui social dello chef Lorenzo Biagiarelli e dalla sua compagna e giornalista Selvaggia Lucarelli sulla veridicità della recensione stessa e l’epilogo drammatico, con l’ipotesi di suicidio. A difendere la 59enne adesso sono stati i volontari del gruppo Il Maggiolino, dell’associazione locale Amici e genitori dei disabili.

Una volontaria: «Giovanna era una persona fantastica»

Come spiegato da Repubblica, i componenti del gruppo hanno voluto ricordare la titolare del ristorante. La ristoratrice, diversi anni fa, ha lanciato l’iniziativa della pizza sospesa, che avrebbe permesso ai clienti di lasciare una donazione proprio in favore del gruppo Il Maggiolino. Una delle volontarie ha raccontato: «Giovanna era una persona fantastica, che si metteva sempre a disposizione degli altri, a cominciare da chi ne aveva più bisogno. Il nostro gruppo organizza periodicamente uscite per i ragazzi disabili, proponendo loro serate al cinema, a teatro e anche in pizzeria. Andavamo spesso alle Vignole e lì ci sentivamo a casa appunto grazie a Giovanna, che ci accoglieva immancabilmente con grandi sorrisi, baci e abbracci».

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Il Maggiolino: «Escludiamo che volesse sfruttare la disabilità per pubblicità»

E ha proseguito parlando della pizza sospesa, diventata «una tradizione in zona. Giovanna aveva trovato un modo concreto per stare accanto a famiglie che fanno quotidianamente i conti con la gestione di un figlio disabile e in molti casi faticano a permettersi un qualunque svago, compresa un’uscita in pizzeria». Anche per questo, il gruppo Il Maggiolino è certo nel difendere la 59enne: «Escludiamo nella maniera più assoluta che lei abbia sfruttato la disabilità per avere pubblicità, che peraltro non le sarebbe neppure servita. Non era assolutamente nel suo Dna, di questo siamo certi. Il tema della disabilità le era invece molto caro. Non aveva scritto lei la recensione, non è vero che sia stata una montatura».

L’ex vicesindaco: «Il ristorante era già sempre pieno»

A difenderla è stato anche Antonio Lucini, ex vicesindaco di Sant’Angelo Lodigiano: «Non doveva lavorare di più Giovanna Pedretti. Il suo ristorante era, infatti, sempre pieno. Anzi, avrebbe voluto respirare un po’ di più dato che non riusciva nemmeno a trovare dipendenti che la potessero aiutare. Trovo incredibile ipotizzare che possa avere inventato quella recensione. Tutti amavano la sua pasta fatta in casa e i suoi sughi, che definire eccellenti è poco. E Giovanna amava arrivare nella sala da pranzo a salutare, a coccolare i suoi clienti. Il suo mondo era proprio il ristorante, dove stava dalla mattina alla sera».