Per il Cio la nuova legge sullo sport mina l’autonomia del Coni

Il Comitato olimpico internazionale avverte che la riforma approvata «intacca chiaramente l'autonomia del Coni» in sei punti. E chiarisce di poter sospendere l'Italia alle Olimpiadi 2020.

06 Agosto 2019 10.28
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Il Comitato olimpico internazionale contro la nuova legge italiana sullo sport approvata in via definitiva in Senato. Al presidente del Coni, Giovanni Malagò, è arrivata una lettera del Cio in cui si esprime «seria preoccupazione» per alcune disposizioni. Nella lettera, si segnala che la legge «intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni» in sei punti. Il Cio chiarisce di poter adottare per la protezione del «Movimento di un Paese la sospensione o il ritiro del riconoscimento del comitato olimpico».

«DIRITTO E OBBLIGO DI AUTONOMIA» DAI GOVERNI

«I comitati olimpici», sottolinea il Cio, «possono cooperare con i governi, tuttavia essi non devono intraprendere azioni contrarie alla carta olimpica». Tra i principi fondamentali (paragrafo 5) si scrive che «le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico devono essere politicamente neutrali. Hanno il diritto e l’obbligo di autonomia, comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport, la definizione della struttura e della governance delle loro organizzazioni, il diritto di elezioni libere da qualsiasi influenza esterna e la responsabilità di assicurare che siano applicati i principi di buona governance». Per restare all’interno del movimento (paragrafo 7) è necessario «il rispetto della carta olimpica e il riconoscimento da parte del Cio».

IL CONI DEVE RESISTERE ALLE PRESSIONI

Il Coni, scrive ancora il Cio, deve «preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo, incluse, quelle politiche, giuridiche, religiose o economiche che potrebbero impedire loro di adempiere alla carta olimpica». La cui violazione fa scattare sanzioni «compresa la sospensione o il ritiro del riconoscimento di tale comitato olimpico nazionale se la costituzione, la legge o altre norme in vigore nella nazione in questione, o qualsiasi atto da parte di organi di governo o altri organismi, sia di ostacolo all’attività o alla libera espressione dello stesso comitato. Il Comitato esecutivo del Cio offrirà a tale comitato nazionale l’opportunità di essere ascoltato prima di adottare una decisione di questo tipo».

IL DISEGNO DI LEGGE PREVEDE RIORGANIZZAZIONE UNILATERALE

I punti della legge approvata dal parlamento che per il Cio stridono con la carta olimpica sono elencati brevemente: «Il Coni non dovrebbe essere ‘riorganizzato’ mediante decisioni unilaterali da parte del governo. La sua governance interna e le sue attività devono essere stabilite e decise nell’ambito del proprio statuto, e la legge non dovrebbe avere per obiettivo un ‘micromanaging’ della sua organizzazione interna e delle sue attività». E ancora: «Le aree relative alle attività del Coni dovrebbero essere congiuntamente determinate con essi, in conformità con la Carta Olimpica e gli statuti delle rispettive Organizzazioni Sportive Internazionali alle quali sono affiliate. Inoltre, il ruolo del Comitato Olimpico Nazionale non è strettamente limitato alle ‘attività olimpiche».

LA LEGA TIRA DRITTO: «NON MODIFICHIAMO IL TESTO»

Tuttavia il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, aveva subito dichiarato rispondendo ai giornalisti che sul ddl sull‘ordinamento sportivo si sarebbe andati avanti «a prescindere da lettere e letterine varie». E ancora: «La norma va avanti così com’è, non intendiamo modificare il testo che ci è arrivato dalla Camera». E alla fine è giunto l’ok di Palazzo Madama.

ROMEO ACCUSA: «FUNZIONARI DEL CIO FRETTOLOSI»

Durante l’esame del ddl, Romeo ha anche aggiunto: «Ci sorprende» la lettera «scritta in modo frettoloso da funzionari che non hanno letto il testo della delega». «Dov’è il rischio di mettere in pericolo l’autonomia del Coni e delle federazioni sportive, sinceramente non lo comprendiamo. La prossima volta, prima di scrivere le letterine leggiamo il provvedimento», ha accusato Romeo. E però la risposta è arrivata rapidamente da autorevoli esponenti del Cio che hanno chiarito come i problemi della riforma fossero già stati fatti notare al primo ministro Giuseppe Conte in occasione dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2020 a Losanna.

COINVOLTI TUTTI I VERTICI DELLO STATO E L’INCONTRO BACH-CONTE

Gli esponenti del mondo olimpico hanno ricordato che prima della cerimonia in cui è stata annunciata la vittoria di Milano-Cortina, il presidente Thomas Bach aveva incontrato il premier italiano in occasione della firma del livre d’or e in quella circostanza lo stesso n. 1 del Cio aveva chiesto di intervenire sulla legge perché così non andava bene. E la lettera inviata al Coni da Losanna è stata fatta recapitare alle più alte cariche dello Stato: è stata infatti mandata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a quello del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, al premier Giuseppe Conte, ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, al sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti, al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, ai presidenti di partito e ai capigruppo in Senato (non ai rappresentanti della Camera dove la legge è già passata).

«SE NON SI CAMBIA OLIMPIADI A RISCHIO»

«La maggioranza Lega-M5S sospenda subito l’approvazione della legge sullo sport e prenda subito in considerazione i richiami del Cio. Bisogna che sia chiaro a tutti, le prossime Olimpiadi sono a rischio», ha avvertito la senatrice Pd, Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo dem. Inutilmente.

BISOGNA ASPETTARE I DECRETI ATTUATIVI

Eppure anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Simone Valente, in Aula ha ribadito il concetto: «Stupisce la tempistica con la quale il Cio ha fatto arrivare i suoi rilievi ufficiali. Il collegato è una legge che serve a completare un percorso di riforma complessivo cominciato in legge di bilancio nel 2018 ed enuncia principi che saranno definiti quando verranno scritti i decreti attuativi. Quando questo avverrà potranno essere tenute in conto le osservazioni del Cio ma la strada intrapresa dal Governo, pienamente legittima, non si interrompe».

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