Berlusconi e l’incomprensibile investitura di Toti

Per restituire serietà a Forza Italia era sufficiente Mara Carfagna. Non si capisce perché il Cav abbia scelto come successore uno che smania per allearsi con Salvini e Meloni pianificando il parricidio.

09 Luglio 2019 09.42
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Ci sarebbe da piangere a raccontare la politica italiana. È un film western alla rovescia. Lì ci sono i “buoni” che si difendono dai “bandidos”, qui i “cattivi” che si armano di tutto punto per fare la guerra ai più poveri dei poveri. Una gran brutta fine le nostre Forze armateMarina in testa, che sono costrette a una battaglia senza onore.

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COSÌ BERLUSCONI HA MITIGATO LA DESTRA

Però a interrompere la tristezza di queste notizie, di queste decisioni prese in un fiume di birra, c’è Giovanni Toti, il volto rubicondo della fine ingloriosa del berlusconismoSilvio Berlusconi è stato a suo modo un gigante (sicuramente lo è stato come presidente del mio Milan) perché ha trasformato in una gigantesca forza politica la voglia di arricchirsi e di rompere le regole degli italiani. È riuscito poi, come ha scritto su Lettera43.it l’acuto Gianfranco Rotondi, a fare una operazione molto democristiana, ha preso i “brutti” e li ha battezzati “buoni”, così è sparito il Msi, sono spariti gli estremismi di destra. Molte radicalizzazioni di destra Berlusconi le ha interpretate personalmente, ma mai ha preso, figurativamente, un bastone per picchiare un uomo o una donna o un bambino nero che cercano salvezza. 

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LA MANCANZA DI SUCCESSORI IN FORZA ITALIA

Questo leader non ha voluto successori. Ne aveva tanti a disposizione fra cui Gianfranco Fini che si è fatto male da solo, ovvero per quella roba che le statistiche dicono che provochi più feriti di altre disgrazie, cioè l’”incidente domestico”, nel suo caso sua moglie e la famiglia di sua moglie. Strada facendo Berlusconi si è persino perso Sandro Bondi, l’uomo che lo ha amato teneramente senza timori di fare figure barbine. Ecco però che il cosidetto Cavaliere guarda fra i suoi dipendenti e ne sceglie uno grassottello, con l’eterno sorriso, che fa il giornalista ma non si capisce una mazza di quel che dice e lo nomina delfino. Non Paolo Del Debbio, che ha cultura, ma proprio Toti. E Toti non è Antonio Tajani. Il romano non ci crede all’investitura, quando gli vien data, e bada al sodo, vuole solo riconferme elettorali e, se serve, si fa avanti, se non seve si fa indietro.

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LA PIANIFICAZIONE DEL PARRICIDIO

Toti no. Complice una vittoria frutto delle cazzate della sinistra in Liguria, Toti pensa di essere un leader e corre come una mosca impazzita ora da Matteo Salvini ora da Giorgia Meloni a proporre alleanze anti-Berlusconi purché il parricidio lo premi. Gli riesce così, infine, di farsi nominare con Mara Carfagna, che nel frattempo ha letto alcune migliaia di libri più di lui, coordinatore della nuova Forza Italia e ubriaco e stordito convoca una manifestazione romana a cui nessuno va.

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Toti è la faccia tragica di Mario Giordano. Entrambi fedeli berlusconiani fino a che il Cavaliere era potente, sono divisi dalla nascita perché Mario Giordano l’hanno fatto così cattivo che tutti gli amanti di film horror per un quarto d’ora al giorno devono vederlo come un remake dello Squalo. Toti, invece, sembra sempre più vicino ad acquistare la Fontana di Trevi. Quello che non capirò mai di Berlusconi è come sia potuto accadere che un uomo che ha scelto il meglio fra gli allenatori e i calciatori, che ha portato nelle sue tivù personaggi dello spettacolo di gran nome, che è amico di Fidel Confalonieri sia stato capace di farsi rappresentare da queste maschere che inducono al sorriso pietoso.

CON TOTI IN CAMPO SALVINI VINCE FACILMENTE

Gentile Silvio, caro ex presidente del Milan, non voglio dare consigli al leader dello schieramento a noi avverso, ma Carfagna bastava per ridare una immagine di serietà al suo sciagurato partito. Proprio uno che ha la fregola di tradirla deve scegliere come successore? Fatti suoi per carità, noi di sinistra ci siamo tenuti certe brutte facce, ma con Toti in campo Salvini vince facile, con o senza birretta.

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Commenti: 1

  1. Peppì non è incomprensibile l’investitura di toti e altri. Berlusconi sta facendo il suo ultimo capolavoro, quello più raffinato e rarefatto cioè bruciare uno ad uno pazientemente tutti gli avidi ingrati per bonificare il terreno e prepararlo all’unica persona che potrà farsi carico del suo retaggio politico e umano, viste anche le somiglianze nei modi e nel carattere, e visto che mediaset da cui entra la sostanza è al sicuro con piersilvio: sto parlando della fighissima marina berlusconi. Silvio è padre apprensivo sta cercando di prendere tempo per renderle l’ingresso in politica il meno doloroso possibile. Ma non è sufficiente.
    Marina, sentimi un attimo: è arrivato il tuo momento, capisci? Basta con il low profile da finanziere. Parti da una fondazione mettici venti persone tra fininvest e la prima forza italia, vai a trovare a bloomberg e ivanka trump, e inizia a demolire metodicamente la coattanza dirigenziale italiana.

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