Cosa ha detto Tria alla Camera dove è stato fischiato

Cosa ha detto Tria alla Camera dove è stato fischiato

07 Febbraio 2019 11.21
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Ha detto che più che una recessione siamo di fronte a una «battuta d'arresto». Intervenendo con un'informativa nell'aula alla Camera dei deputati il ministro Giovanni Tria ha spiegato: «Con la pubblicazione della stima preliminare dei conti trimestrali per il quarto trimestre 2018 l'Istat ha reso noto che il Pil reale è diminuito dello 0,22% facendo seguito alla marginale flessione del terzo trimestre. Sottolineo che si tratta di una stima preliminare, che segnala una fase di cosiddetta recessione tecnica. La flessione cumulata è comunque limitata a 0,36 punti percentuali» quindi si può parlare «di battuta d'arresto più che di vera recessione» . Il suo discorso tutto volto a ricreare un «clima di fiducia» per cittadini e imprenditori ha subito diverse interruzioni e qualche fischio. Nella parte finale dell'intervento si è consumato anche un vero e proprio battibecco fra il ministro e il deputato di Forza Italia Renato Brunetta: "Stai zitto", ha detto il responsabile del Tesoro rivolgendosi al collega di Fi. Subito il rimprovero di Fico: «La parola la do io, lei ministro non può dire di star zitto a un deputato». Successivamente sono arrivate le scuse.

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Il ministro ha negato il rischio di una manovra bis: se ci fosse un rallentamento dell'economia «non si manifesterebbe la necessità di una manovra» correttiva perché «un eventuale sforamento se dovuto a un peggioramento del ciclo «causa un allargamento dell'output gap e non impatta sul saldo strutturale» parametro per valutare il rispetto delle regole Ue. E ha aggiunto: «Alla politica economica e all'azione del governo spetta il compito di creare migliori condizioni per evitare contrazioni dell'economia e riprendere il sentiero crescita nei prossimi trimestri. Abbiamo a disposizione diversi strumenti per avviare crescita». Commentando il taglio delle stime del Pil per l'Italia da parte della commissione europea ha poi argomentato: «Il taglio della previsione è spiegato per 0,6 punti dai dati peggiori del previsto per la seconda metà 2018 e per solo 0,4 punti da una valutazione meno ottimistica del profilo trimestrale di crescita nel 2019. La commissione è quindi solo lievemente meno ottimista sulla crescita futura e ha solo preso atto dell'inatteso peggioramento ciclo economico sul finale del 2018». Tria ha anche sottolineato che i «fattori negativi non appaiono destinati a perdurare ed esistono le possibilità per una graduale ripresa della crescita economica nel 2019». L'inquilino di via XX Settembre ha detto che bisogna creare «le condizioni per una immediata ripartenza». «Sappiamo tutti che per un Paese perdere la fiducia è facile ricostruirla richiede tempo» e quindi è »necessario scommettere su una rapida riapertura dei cantieri dando segnale chiaro e concreto», ha detto.

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