Cosa ha detto Tria sulla Manovra a Confcommercio

Cosa ha detto Tria sulla Manovra a Confcommercio

26 Settembre 2018 09.42
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Nella prossima Manovra ci saranno interventi per affrontare il problema sociale, come il reddito di cittadinanza «per permettere più facilmente le trasformazioni del tessuto produttivo che creano problemi transitori nel tessuto sociale». Lo ha sottolineato una volta per tutte il ministro dell'Economia Giovanni Tria spiegando che il disegno del governo «al di là delle etichette va in quella direzione».

IL M5S DETTA LE CONDIZIONI A TRIA

Parole destinate, nelle intenzioni, a gettare acqua sul fuoco delle polemiche alimentate nei giorni scorsi all'interno della maggioranza sulla misura principe richiesta dal Movimento 5 stelle nella prossima legge di Bilancio. Ma che potrebbero non bastare, dato che per i cinque stelle anche la riforma della Fornero e le pensioni di cittadinanza sembrano essere conditio sine qua non per l'ok alla manovra. E anche in questo caso ci sarebbe una forte resistenza da parte del titolare del Mef. Per il M5s, in altre parole, serve una manovra con «dentro tutto». Bisogna subito dare un segnale forte agli italiani sul fatto che quello in carica è un vero governo del cambiamento, è il messaggio emerso dalla riunione di martedì sera durante la quale Luigi Di Maio ha spiegato come sul Def ci sarà la massima attenzione e, dalle cifre, gli italiani capiranno subito se sono stati presi in giro o il governo farà sul serio. Pern questo il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro ha assicurato che si terrà un nuovo vertice di governo per la manovra. «C'è tanto lavoro da fare ancora», ha sottolineato.

MANOVRA DI CRESCITA, MA NEL RISPETTO DELLA RIDUZIONE DEL DEFICIT

Tria davanti la platea di Confcommercio ha tirato dritto. «Sarà una manovra di crescita, non di austerity», ha spiegatoil titolare all'Economia, «ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito. Bisogna continuare nel percorso di riduzione del rapporto debito Pil. «Dobbiamo dare un segno ai mercati finanziari, a coloro che ci prestano i soldi. Stiamo attenti», ha ammonito il ministro, «perché a volte se uno chiede troppo poi deve pagare interessi maggiori e quello che si guadagna si perde in interessi». E ancora, sulle misure contenute nella Finanziaria: «Si parte ora dalle imprese, negli anni successivi affronteremo il problema Irpef». Per il M5S, tuttavia, occore una manovra con «dentro tutto». Bisogna subito dare un segnale forte agli italiani sul fatto che quello in carica è un vero governo del cambiamento, è il messaggio emerso dalla riunione durante la quale Di Maio ha spiegato come, sul Def, ci sarà la massima attenzione e, dalle cifre, gli italiani capiranno subito se sono stati presi in giro o il governo farà sul serio.

«HO GIURATO NELL'INTERESSE DELLA NAZIONE E NON SOLO IO»

«Ho giurato nell'esclusivo interesse della nazione e non di altri e non ho giurato solo io», ha poi voluto puntualizzare il ministro, il cui discorso è coinciso con una brusca frenata dello spread. «Ovviamente ognuno può avere la sua visione, ma in scienza e coscienza, come si dice, bisogna cercare di interpretare bene questo mandato». «Nonostante quello che si dice sui giornali sono ottimista di fare del mio meglio», ha proseguito. «L'obiettivo è quello di un mix di politiche che mostri che si può avere fiducia nell'Italia».

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