Filippo Turetta al gip: «Sono affranto, voglio pagare per aver ucciso la mia ex fidanzata»

Redazione
28/11/2023

Il giovane ha confermato le ammissioni fatte alla polizia tedesco sul femminicidio di Giulia Cecchettin: «Sono dispiaciuto per la tragedia che ho causato. Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità. Fin da subito era mia intenzione consegnarmi e farmi arrestare».

Filippo Turetta al gip: «Sono affranto, voglio pagare per aver ucciso la mia ex fidanzata»

L’interrogatorio di Filippo Turetta davanti al gip, nella mattinata del 28 novembre, è durato circa mezz’ora. Il 21enne, accusato del femminicidio dell’ex fidanzata, Giulia Cecchettin, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Poi, però, ha scelto anche di rilasciare delle dichiarazioni spontanee. Turetta ha dichiarato: «Sono affranto, dispiaciuto per la tragedia che ho causato. Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità, voglio pagare quello che sarà giusto per aver ucciso la mia ex fidanzata. Sto cercando di ricostruire nella mia memoria le emozioni e quello che è scattato in me quella sera. Fin da subito era mia intenzione consegnarmi e farmi arrestare. Questa era la mia intenzione. Ora sono molto stanco e non mi sento di aggiungere altro».

L’avvocato: «Turetta ha confermato le ammissioni fatte in Germania»

Dopo l’udienza, l’avvocato del giovane, Giovanni Caruso, non ha risposto all’assalto di giornalisti fuori dal carcere. Il legale ha affermato: «Non risponderò ad alcuna domanda, mi limito semplicemente a questa dichiarazione. Filippo Turetta oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha ritenuto doveroso rendere dichiarazioni spontanee con le quali ha sostanzialmente confermato le ammissioni fatte alla polizia tedesca». Poi è tornato all’interno dell’istituto penitenziario ed è rimasto per altre due ore a parlare con il ragazzo. Le ammissioni a cui si riferisce risalgono alla cattura da parte dei poliziotti, a cui ha detto: «Ho ammazzato la mia fidanzata, ho vagato questi giorni perché cercavo di farla finita, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono buttato un coltello alla gola, ma non ho avuto il coraggio di farla finita».

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L’avvocato di Elena Cecchettin: «C’è aggravante dello stalking»

A parlare è stato invece Nicodemo Gentile, legale di Elena Cecchettin, sorella di Giulia. Per loro il femminicidio è «aggravato dallo stalking, ha dimostrato di essere un “molestatore assillante”, il suo comportamento, come sta emergendo da più elementi da noi già raccolti, è connotato da plurime e reiterate condotte che descrivono fame di possesso. Un assedio psicologico che aveva provocato nella ragazza uno stato di disorientamento e di importante ansia.