Giulia Cecchettin, nell’auto di Filippo Turetta i Ris hanno trovato molto sangue: ora l’analisi sugli oggetti

Redazione
10/01/2024

Con la bloodstain pattern analysis si studierà la traiettoria del sangue per capire se le ultime coltellate sul corpo della giovane siano state inferte all'interno della Grande Punto. Poi verranno analizzati coltello, telefono e sacchi neri ritrovati nella vettura.

Giulia Cecchettin, nell’auto di Filippo Turetta i Ris hanno trovato molto sangue: ora l’analisi sugli oggetti

Una grande presenza di sangue, soprattutto sul sedile posteriore. Questo è quanto hanno rilevato i Ris di Parma con gli esami condotti all’interno della Fiat Grande Punto di Filippo Turetta, attualmente in carcere per il femminicidio di Giulia Cecchettin. Già il 21 dicembre scorso erano emersi i primi dettagli delle analisi, che avevano evidenziato la presenza di sangue nell’auto. I Ris hanno poi estratto i primi campioni, confermando che si parla di grandi quantità. L’obiettivo è di stabilire se Giulia, ex fidanzata di Filippo Turetta, sia stata uccisa con le ultime coltellate all’interno della vettura o se sia stata caricata nell’auto da morta. Per farlo servirà la bloodstain pattern analysis, una tecnica che studia le traiettorie del sangue.

Giulia Cecchettin, nell'auto di Filippo Turetta i Ris hanno trovato molto sangue ora l'analisi sugli oggetti
Giulia Cecchettin (ANSA).

Tra i prossimi passi anche l’analisi degli altri oggetti

Intanto le indagini proseguono. A metà gennaio il pm Paolo Petroni dovrebbe dare incarico ai consulenti per analizzare non soltanto le tracce di sangue, ma anche gli altri oggetti ritrovati nell’auto. Si tratta di un coltello, alcuni sacchi neri e di un telefono. Ai vari accertamenti, secondo quanto spiegato da Sky Tg24, parteciperanno anche i consulenti tecnici nominati dalle parti, gli avvocati di Filippo Turetta e i legali della famiglia Cecchettin.

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Turetta è ancora in carcere

Intanto Filippo Turetta resterà in carcere di Montorio, a Verona. Il 22enne è indagato per omicidio volontario ma non è escluso che dagli accertamenti possano sorgere elementi tali da determinare nuove aggravanti. Ad esempio quelle della crudeltà e della premeditazione, per le quali rischierebbe l’ergastolo in caso di condanna. La quotidianità del ragazzo, intanto, non è cambiata. Dal suo arrivo in Italia dopo la breve fuga in Germania, è stato rinchiuso nella sesta sezione, quella dell’infermeria. A metà dicembre ha lasciato la psichiatria.