Giulia Cecchettin, Turetta: «Ho pensato di farla finita ma non ho avuto il coraggio»

Redazione
22/11/2023

Il giovane, fermato in Germania, ha ammesso ai poliziotti: «Ho ammazzato la mia fidanzata. Ho vagato questi sette giorni perché cercavo di uccidermi, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono puntato un coltello contro la gola».

Giulia Cecchettin, Turetta: «Ho pensato di farla finita ma non ho avuto il coraggio»

Filippo Turetta, accusato di aver ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin lo scorso 11 novembre, ha «pensato di farla finita». Nel giorno in cui il presidente del tribunale tedesco di Naumburg ha dato l’ok all’estradizione, spuntano le parole che il giovane ha rilasciato ai poliziotti in Germania, al momento della cattura.

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Turetta: «Pensato di farla finita ma non ho avuto il coraggio»

Il ragazzo, secondo quanto appreso e rivelato dall’Agi, ha dichiarato: «Ho ammazzato la mia fidanzata, ho vagato questi sette giorni perché cercavo di farla finita, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono puntato un coltello contro la gola ma non ho avuto il coraggio di farla finita». Le sue parole sono ora nel verbale redatto dai poliziotti. E questi ultimi hanno anche spiegato di averlo trovato ferito alle mani e alle caviglie. Ma non è ancora chiara la natura delle ferite. Nell’auto di Turetta sono stati trovati un coltello, il terzo, guanti e un cellulare. Inoltre anche nella vettura sono state riscontrate tracce di sangue, oltre che sulle scarpe e sui vestiti del 22enne.

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Non è esclusa la richiesta di perizia psichiatrica

Dopo l’ok all’estradizione, l’avvocato Emanuele Compagno, difensore di Turetta, ha parlato della richiesta di perizia psichiatrica. Ha dichiarato: «È molto presto per pensarci, però è ovvio che se ce ne sarà bisogno lo faremo. Questo tipo di aspetto va indagato perché nessuno finora aveva avuto alcun sospetto su Filippo». E ancora: «Perché non dovremmo escludere di ricorrere a una perizia? Questo non per esonerare il ragazzo da ogni responsabilità, ma per capire davvero fino in fondo che cosa c’è stato nella mente».