Giulia Cecchettin, l’Università di Padova le conferisce la laurea alla memoria

Valentina Sammarone
02/02/2024

Durante la cerimonia, svoltasi nell'aula magna del Bo, sono intervenuti i familiari della 22enne uccisa dall'ex fidanzato: il padre Gino, la sorella Elena e il fratello Davide.

Giulia Cecchettin, l’Università di Padova le conferisce la laurea alla memoria

Un lungo applauso ha accolto il conferimento postumo della laurea in ingegneria biomedica di Giulia Cecchettin, la 22enne di Vigonovo uccisa a novembre 2023 dal suo ex fidanzato, Filippo Turetta. L’Università di Padova ha assegnato la laurea alla memoria nella mattinata del 2 febbraio, riconoscendo il completamento della tesi da parte di Giulia prima della sua prematura scomparsa.

La cerimonia e il conferimento della laurea

Durante la cerimonia, svoltasi nell’aula magna del Bo, sono intervenuti i familiari di Giulia Cecchettin – il padre Gino, la sorella Elena e il fratello Davide – insieme alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, la rettrice Daniela Mapelli, il direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Gaudenzio Meneghesso e la relatrice della tesi di laurea di Giulia, Silvia Todros. Anche Giulia Zecchin, la migliore amica, ha voluto ricordarla. «Con grande pudore chiedo a tutte e a tutti, oggi, di provare a regalare a Giulia un sorriso. Oggi consegniamo agli affetti più cari la sua laurea, ottenuta da Giulia con grande determinazione», così Daniela Mapelli.

Gino Cecchettin: «Non riesco a essere felice»

Il padre di Giulia, durante la cerimonia, ha ricordato sua figlia: «Eppure non riesco a essere felice: mi sono chiesto spesso se avesse senso e a cosa potesse servire una cerimonia per la laurea postuma. La risposta viene ancora una volta da lei, da Giulia: ha senso per tutto quello che hai fatto per gli altri e ancora stai facendo. Hai aperto uno squarcio, mi manchi più dell’ossigeno». Sua sorella Elena ha letto una lunga lettera: «Cara Giulia, mia dolce Giulia, tu non sai quanto io sia fiera di te, ti ho sempre ammirato tanto per come eri, carina dolce e sveglia, ti ho sempre visto come un piccolo genietto. Dicevi sempre di non avere memoria, però guarda cosa sei riuscita a fare: sei riuscita ad essere una così brava studentessa in ingegneria, una facoltà che sapevo non essere la più affine al tuo animo romantico, eppure ce l’hai fatta alla grande». Ha poi concluso: «Nella tua breve vita sei riuscita a insegnarmi tanto e ora posso dirlo, senza che tu mi dica che non è ancora vero: complimenti ingegnere».