Giulia Tramontano, Impagnatiello: «Ho distrutto la sua e la vita di mio figlio, scusate per la disumanità»

Redazione
18/01/2024

L'uomo, accusato del femminicidio della ragazza, incinta di sette mesi e uccisa con 37 coltellate, ha rilasciato dichiarazioni spontanee durante la prima udienza. Per non ascoltarlo hanno lasciato l'aula il padre e la sorella della vittima. Lui ha affermato: «Ogni sera spero di non svegliarmi la mattina dopo».

Giulia Tramontano, Impagnatiello: «Ho distrutto la sua e la vita di mio figlio, scusate per la disumanità»

Alessandro Impagnatiello, accusato di aver ucciso Giulia Tramontano con 37 coltellate, ha rilasciato dichiarazioni spontanee durante la prima udienza del processo per il femminicidio dell’allora fidanzata, incinta di sette mesi. Ha parlato per quattro minuti, dopo il sì dei giudici alla richiesta delle sue avvocate, le legali Giulia Geradini e Samantha Barbaglia. Impagnatiello ha chiesto scusa «a Giulia e alla sua famiglia». Franco e Chiara Tramontano, rispettivamente padre e sorella della vittima, hanno però deciso di lasciare l’aula e di non ascoltare il suo intervento. Sono rimasti, invece, la mamma Loredana e il fratello Mario.

Giulia Tramontano, Impagnatiello «Ho distrutto la sua e la vita di mio figlio, scusate per la disumanità»
Giulia Tramontano.

Impagnatiello: «Inspiegabile disumanità»

L’uomo ha iniziato dai ringraziamenti ai giudici e da un messaggio ai parenti della ragazza uccisa: «Buongiorno. Grazie per avermi concesso la parola. Ci sono tante persone a cui devo delle scuse, ma vorrei rivolgermi principalmente a Giulia e alla sua famiglia». Poi ha proseguito: «Non ci saranno mai parole corrette da dire. Affronto qualcosa che rimarrà per sempre inspiegabile per la disumanità. Quel giorno ho distrutto la vita di Giulia, con loro me ne sono andato anche io. Anche se sono qui a parlare, non vivo più. Non chiedo che queste scuse vengano accettate, perché sto sentendo ogni giorno cosa vuol dire perdere un figlio. Non posso chiedere perdono, chiedo solo che possano essere ascoltate queste scuse. E questa è l’occasione che ho per farlo. L’unica cosa che faccio la sera è sperare di non svegliarmi più al mattino. Finché sarò qui in eterno dovrò scuse a tutte queste persone ma non sarà mai abbastanza».

Nessuna telecamera in aula

I giudici hanno concesso la parola a Impagnatiello ma non hanno ammesso in aula nessuna telecamera, su richiesta degli avvocati dell’uomo e della procura. La pm Alessia Menegazzo ha chiesto l’ammissione delle prove al processo, ricordando che «da mesi l’imputato somministrava veleno alla vittima». Secondo le indagini, l’uomo aveva una doppia vita già quando, a marzo, ha iniziato ad avvelenare Giulia Tramontano, incinta.