Peppino Caldarola

La sinistra dovrebbe dire grazie a Virginia Raggi

La sinistra dovrebbe dire grazie a Virginia Raggi

22 Marzo 2019 08.31
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La sinistra dovrebbe benedire Virginia Raggi. Solo a lei si deve il miracolo di aver smontato la tesi principale che giustificava nascita e vittorie del Movimento 5 stelle, cioè la potenza dell’onestà contro la politica corrotta, e poi l’amministrazione nell’interesse dei cittadini, soprattutto di quelli delle periferie, contro la politica dall’alto di chi prende i voti nei quartieri bene.

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In questi anni, se escludiamo le iniziative di alcune benemerite signore e qualche manifestazione, a Roma non c’è stata nessuna presenza visibile dell’opposizione. Raggi ha avuto davanti a sé la prateria con un Pd guidato, in prima persona o in forma delegata, da gente di Matteo Renzi o di Matteo Orfini. Ebbene la giovane avvocata è riuscita a fare il regalo alla sinistra, un regalo insperato e, diciamolo pure, immeritato.

VIRGINIA RAGGI È LA PEGGIORE SINDACA DI ROMA DELLA STORIA

Sul tema dell’onestà la giunta Raggi, e tutto ciò che la circonda, è riuscita a collezionare violazioni della legalità ormai leggendarie. Sul piano della gestione della città, è ormai diventato modo di dire consueto, da parte dei cittadini romani che girano l’Italia o altre capitali internazionali, che la gestione di Roma è peggiore del più disagiato posto del mondo. Sono un romano acquisto, vivo qui dal 1978 e una città così abbandonata a se stessa, così maldisposta verso i cittadini e i turisti non l’avevo mai vista. Il miracolo Raggi sta nella sua straordinaria coerenza. Talvolta capita di avere di fronte giunte virtuose che ne hanno sbagliata solo una fra le tante cose buone che hanno fatto, oppure giunte che ne hanno azzeccata solo una. La sindaca le ha proprio sbagliate tutte, non c’è un solo aspetto della vita cittadina che non sia peggiorato da quando c’è lei.

Non credo che le capiti mai, nel corso della giornata in Campidoglio, di aprire un solo dossier su Roma

L’impressione che dà è quella di passare la sua giornata a fare altro, chessò, due chiacchiere con le amiche al telefonino, un maglione di lana per il suo bambino, progetti sul futuro con uno studio di avvocati, e tante cose belle. Non credo che le capiti mai, nel corso della giornata in Campidoglio, di aprire un solo dossier su Roma, neppure su ciò che accade in fondo alla scalinata. Un giorno, lontanissimo, quando, a dio piacendo non ci sarà più, dovremo imbalsamarla e mostrarla ai cittadini e ai viaggiatori come la persona che è riuscita quasi a distruggere Roma impresa che non riuscì ad alcuno nella storia dell’umanità.

L'INCAPACITÀ DEL M5S DI SCEGLIERE UNA CLASSE DIRIGENTE

L’avventura della Raggi, che potrebbe essere personaggio di un romanzo, illumina bene che cosa sono quei cinque stelle che alcuni sciagurati amici miei vorrebbero alleati al governo. Sono la formazione politica più antidemocratica della storia, diretta da un giovanotto che da Milano, fingendo di usare algoritmi, amministra con mano ferma e con alcuni plenipotenziari collocati nei gangli vitali. Questo partito totalmente privo di progetti del futuro è diventato preda delle più diverse lobby come dimostra anche il caso romano. Ed è lo stesso partito, altro unicum nella storia italiana, che non riesce a selezionare un ministro, un sindaco, un assessore in grado di fare bene almeno una cosa, una sola. Della Lega si può dire tutto, ma i suoi amministratori locali sono stati spesso all’altezza del compito ed è sulla loro chiara fama che si è poggiata l’avanzata dell’attuale leader avventuroso. Nei pentastellati quando sono emerse personalità in grado di fare del bene alla propria comunità, si è provveduto ad espellerli. E un’intera catena di giornalisti, gente di spettacolo, intellettuali vari ha fatto da coro senza il minimo pudore.

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QUANDO DE VITO INSEGNAVA L'ONESTÀ A CARELLI

Sul Messaggero di venerdì 22 marzo c’è una intervista a un collega molto bravo, Emilio Carelli, al Tg5 con Enrico Mentana e poi fondatore dell’informazione Sky, che racconta la giornate in cui lui ed altri erano indottrinati sull’onestà da quel personaggio, Marcello De Vito, arrestato nelle scorse ore che era al vertice del Consiglio comunale della Raggi. Un racconto con un filo di tristezza e di ironia. Domando a Carelli: ma uno con la tua storia professionale, che ne ha viste e fatte tante, come ha potuto sopportare di essere indottrinato da personaggi così? La cosa stupefacente è che questo indottrinamento è avvenuto in costanza di democrazia esterna. Voglio dire che c’erano alternative, ci si poteva ribellare, si poteva lanciare l’allarme. Da tutto ciò capisco che il criterio che leggere il fenomeno M5s non va preso dalla politologia ma da quelle scienze che studiano le sette, sataniche o no. Che il diavolo vi prenda.

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