Chi sono gli assessori della Giunta regionale della Sardegna

A 73 giorni dal voto arriva la squadra di Solinas. All'Agricoltura va un'ex renziana e agli Affari generali una ex esponente di Forza Nuova. Ancora libera la casella dell'Industria. 

09 Maggio 2019 14.49
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Buona la seconda, anzi no. Buona la terza, con burrasca. In Sardegna per vedere la Giunta (quasi) completa di centrodestra guidata dal presidente della Regione, Christian Solinas (Lega-Psd'Az) si è dovuto aspettare più del quarto d'ora promesso dallo sponsor Matteo Salvini. Sono trascorsi 73 giorni: due mesi e mezzo dal voto, un mese dal primo insediamento con una versione 'mini' composta da cinque assessori su 12 totali.

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IL BLITZ DI SOLINAS: E SIAMO A 11

In mezzo vertici, tormenti, incontri con la coalizione a 11. Con micro passi avanti e tanti silenzi sulle poste dei singoli partiti da accontentare. Come la Lega, al suo esordio nell'Isola: il suo 11% vale tre assesorati più la presidenza del Consiglio che è andata a Michele Pais, da Alghero, neoconsigliere, spilletta con Alberto da Giussano sulla giacca: «Che Dio mi assista in questa fondamentale funzione», le sue prime parole. Altre sedute sono andate a vuoto, come quella domenicale e istituzionale dedicata a Sa Die de sa Sardinia che ricorda la cacciata dei piemontesi del 1794. Inno e discorsi in sardo ma nulla fino all'8 maggio. Giorno delle dichiarazioni programmatiche del presidente Solinas davanti al Consiglio regionale. Tutti presenti con l'opposizione in fibrillazione. Urla e applausi provocatori fino al blitz: Solinas ha aggiunto altri sei ai cinque già nominati, ora manca solo la casella dell'Industria tenuta provvisoriamente dal presidente.

LE PRESSIONI DI ZEDDA, LE FRECCIATE M5S E IL FUOCO AMICO LEGHISTA

Le pressioni sono arrivate da Massimo Zedda, ex sindaco di Cagliari, rivale sconfitto alle Regionali e ora alla guida dell'opposizione di centrosinistra: «La legge prevede che entro 10 giorni il presidente nomini 12 assessori e il vicepresidente, ci troviamo invece in una situazione limite, mai accaduta prima nel Paese, con la possibilità di un intervento del Capo dello Stato per commissariare la Regione. Stiamo diventando lo zimbello d'Italia», ha attaccato. E dal M5s, con il leader Luigi Di Maio che aveva definito la maggioranza «un'accozzaglia». Senza dimenticare il fuoco amico leghista: il ministro all'Agricoltura Gian Marco Centinaio si era lamentato di non avere ancora un referente.

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L'EX RENZIANA ALL'AGRICOLTURA CHE NON CONOSCE IL SETTORE

Ed è stato accontentato. All'Agricoltura uno dei nomi più attesi: Gabriella Murgia, 52 anni, dipendente dell'Aspal (Agenzia sarda per il lavoro), presidente regionale della commissione Pari opportunità. Non è chiaro quale sigla l'abbia indicata, anche se l'agenzia è stata regno del consigliere Stefano Tunis (Sardegna20Venti, una delle piccole liste e prima in Forza Italia). La neo assessora ha scalzato la leghista Daria Inzaina, considerata blindata, impegnata nelle aziende di famiglia – allevamenti di bovini Charolaise – e consigliera di Confagricoltura. Murgia invece non conosce il settore: «Mi documenterò rapidamente», ha assicurato. Un passato da attivista della politica, il suo, ma su altri fronti. Quello del centrosinistra e del Pd. Di fede renziana, alle precedenti Regionali del 2014, si era candidata insieme a La Base. Per le Politiche del 4 marzo 2018 sui social faceva professione di voto. Il profilo Facebook è stato poi prontamente cancellato. Infine la svolta, fino alla delega. Una delle più delicate, visto che tra le vertenze aperte più urgenti c'è quella dei pastori. Murgia non sarebbe l'unica 'pentita': la prossima settimana l'altra casella mancante – l'Industria – potrebbe essere assegnata ad Anita Pili, ex sindaca di Siamaggiore, nell'Oristanese e un passato nella direzione Pd. Poi l'ingresso nella solita lista, Sardegna20Venti.

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SATTA, DA FORZA NUOVA AGLI AFFARI GENERALI

Nel tetris politico, oltre al bilancino da manuale Cencelli, Solinas ha dovuto tener conto della parità di genere. Il riferimento normativo è nazionale: un terzo degli assessori, in Sardegna quattro, devono essere donne. Ed ecco l'altro nome a sorpresa: Valeria Satta agli Affari generali, 36 anni. Nel 2013 era candidata alle politiche con Forza Nuova. Ha un passato da rappresentante di farmaci (specializzazione diabete) e da commessa, una laurea da conseguire in Scienze politiche. Nessun incarico politico, almeno fino alla campagna elettorale regionale davanti ai camion vela con nome di Salvini e immagine di Solinas. La nomina è arrivata appunto in quota Lega che chiude così la terna richiesta: gli altri nomi sono Mario Nieddu – dentista – alla Sanità e Giorgio Todde a dall'Ogliastra, proprietario di una società immobiliare, ai Trasporti. Tra le new entry: Roberto Frongia ai Lavori Pubblici per i Riformatori, con una lunga esperienza in Regione; alla Cultura Andrea Biancareddu, già sindaco di Tempio (in Gallura), consigliere in quota Udc. Per Fratelli d'Italia Gianni Lampis, 31 anni, il più giovane della storia della Sardegna: laurea in Scienze politiche, consulente del Lavoro guiderà l'assessorato all'Ambiente.

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IL BILANCIO A FASOLINO

Pur se in calo Forza Italia è stata facilmente sistemata con due assessorati: Lavoro e Bilancio. Al primo va una rieletta, Alessandra Zedda, dirigente, titolare già dell'Industria nella Giunta di centrodestra guidata da Cappellacci; al secondo un uscente non eletto: Giuseppe Fasolino, sindaco di Golfo Aranci, passato alle cronache anche per alcuni investimenti mediatici dagli alti costi, come la casa di Babbo Natale stile scandinavo di fronte al mare gallurese. Nella precedente legislatura lo stipendio da consigliere era stato pignorato da Equitalia, un fatto raccontato nei dettagli da La Nuova Sardegna. L'azione era stata definita una «vicenda privata» dal diretto interessato, si riferiva a un debito da 425 mila euro: una cifra raggiunta tra il 2009 e il 2017 per omessi pagamenti su Irpef relativa al suo ristorante, bolli auto e multe. Ora gestirà il Bilancio.

IL TURISMO SECONDO CHESSA

Un altro volto noto della politica locale, tra le prime nomine, è quello di Gianni Chessa, sardista titolare del Turismo, appena eletto consigliere regionale. Fino a un anno fa era assessore comunale ai Lavori pubblici a Cagliari nella Giunta, sostenuta anche dal Psd'Az, di Zedda. Poi il siluramento in seguito all'accordo del partito con la Lega, mossa che ha portato Solinas al seggio in Senato. L'idea di Chessa di un settore chiave per la Sardegna passa per il «No agli stand in pvc» e la fortuna del clima mite isolano. L'idea è valorizzare l'Isola anche attraverso nuovi campi da golf. Anni fa quando era capogruppo comunale Udc puntava sugli scivoli di plastica da collocare sulle rocce e hotel a ridosso della spiaggia.

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