Cinquanta sfumature di Mes tra Conte, Gualtieri, M5s e Lega

Redazione
09/04/2020

Il premier ha cambiato linea tre volte. Il ministro delle Finanze è rimasto possibilista. E sullo sfondo c'è una battaglia politica tra partiti ma senza chiarire cosa intendono per fondo salva stati.

Cinquanta sfumature di Mes tra Conte, Gualtieri, M5s e Lega

Sul Mes ci sono tre linee, quella di Conte 2, inteso come il premier dell’ultima conferenza stampa, in cui ha detto categoricamene no all’utilizzo del Mes dopo che invece aveva dichiarato che il Mes poteva accettare se snaturato, quella di Gualtieri, il ministro dell’Economia che è rimasto sulla linea del Conte 1, se così si può chiamarlo, cioè la linea per cui se ci fosse un Mes snaturato potrebbe essere accettato e quella del Movimento Cinque Stelle che continua a ripetere no Mes e sì a Eurobond (anche se ci sono molte definizioni di eurobond e l’ultima non prevede un debito comune per l’eurozona, ma semplicemente titoli comuni che possano andare a finanziare progetti comuni come succede già per esempio per i fondi della Banca europea degli investimenti). Ma è bene cercare di fare chiarezza nella confusione.

1. GUALTIERI: “IL MES” NON È IL MES, MA UN NUOVO STRUMENTO

Quello che ha dichiarato il 9 aprile in un’intervista al Sole 24 Ore. Come abbiamo ripetuto più volte, non è nei piani dell’Italia fare ricorso al Mes. Nel dibattito interno italiano si fa spesso confusione tra utilizzo del Mes, che è facoltativo, e modifica dei suoi strumenti per consentire, a chi ne avesse l’intenzione o l’esigenza, di accedervi senza dover sottostare alle condizionalità economiche previste dai suoi meccanismi attuali, che altrimenti resterebbero gli unici disponibili. Alcuni Paesi dell’Eurogruppo ritengono utile far ricorso a questo nuovo strumento.

2. SUL MES C’È UN CONTE 1, 2 E 3

Il 7 aprile durante la conferenza stampa seguita alla presentazione dell’ultimo decreto Conte ha dichiarato: «Il Mes è uno strumento assolutamente inadeguato, gli eurobond invece sono la soluzione, una risposta seria, efficace, adeguata all’emergenza che stiamo vivendo. La verità è che quando si difende il prioprio Paese non si fanno calcoli. Sono convinto che la storia è con noi e vedremmo alla fine la storia quale piega prenderà». Tuttavia solo pochi giorni prima la sua linea era diversa. Il primo aprile infatti sempre in un intervento ufficiale dichiarava: «Il #Mes così com’è è inadeguato a fare fronte a questa emergenza. Il Mes può essere in prospettiva, se verrà snaturato e posto nell’ambito di un ampio ventaglio di interventi, uno strumento che ci offrirà la possibilità di mettere in piedi una strategia europea». E ancora prima, il 19 marzo, sempre Conte aveva chiesto lui con un intervento sul Financial Times di utilizzare il Mes per finanziare i costi della pandemia. Mentre il 25 marzo ha firmato con altri otto Paesi la lettera per chiedere i coronabond, che sembravano eurobond cioè mutualizzazione del debito, ma in realtà ad oggi potrebbero essere semplicemente project bond finanziati in comune e poi rimborsati dai singoli Stati.

3. IL NO AL MES DI M5s, FDI E LEGA

In tutta questa confusione di etichette c’è una battaglia politica tutta tra il Movimento Cinque Stelle e Lega e alleati. «Mentre il governo italiano si batte in Europa per dire #NoMes e #SiEurobond, gli alleati olandesi della Meloni vogliono il Mes e votano per bocciare le proposte di aiuti per il nostro Paese. I sovranisti sono il peggior nemico dell’Italia», ha per esempio voluto ricordare Toninelli su twitter alla vigilia dell’Eurogruppo. Mentre dall’opposizione continuano ad incalzare il governo sul no al Mes. «Conte sta tenendo il punto e spero vada sino in fondo, in tal caso saremo con lui. Non ho capito bene cosa intenda per andare da soli ma ci sono nostre proposte, penso a quella di Tremonti, ma deve cominciare ad ascoltarci”. Lo afferma la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a Mattino 5 su Canale 5. «Il governo olandese va a dire i suoi sì e suoi no sulla base di un voto parlamentare. Se diranno sì al Mes voteremmo la sfiducia a questo governo», ha affermato Salvini, parlando nell’Aula di Palazzo Madama. «Il Parlamento olandese ha votato 2 volte per dire al governo cosa fare nelle trattative con Bruxelles. Noi non abbiamo dato nessun mandato a Conte e Gualtieri per trattare in Europa, se firmeranno anche solo mezzo MES chiederemo la sfiducia in quest’Aula al Governo». Così inizia l’Eurogruppo con due sole certezze: che ci sono cinquanta sfumature di Mes ed eurobond e due euroscetticismi incrociati quello olandese e quello italiano.