Giustizia, Reding: «L’Italia volti pagina»

Redazione
24/08/2012

Bacchettata all’Italia da parte della vicepresidente della Commissione europea con delega alla Giustizia, Viviane Reding in tema di corruzione e...

Giustizia, Reding: «L’Italia volti pagina»

Bacchettata all’Italia da parte della vicepresidente della Commissione europea con delega alla Giustizia, Viviane Reding in tema di corruzione e evasione fiscale.
«Un sistema giudiziario efficiente é necessario per garantire i diritti individuali, ma anche il mercato economico. L’ambiente imprenditoriale in Italia non è al momento sufficientemente growth-friendly, per via di inefficienze amministrative, prescrizioni onerose e debolezze significative nel sistema della giustizia civile». Così in un’intervista ad Avvenire, la Reding, ha invitato il governo italiano a «proseguire nel suo sforzo» e ha suggerito di «semplificare il contesto delle regole e riorganizzare la giustizia civile, anche promuovendo la soluzione delle dispute con riti alternativi».
«LA CORRUZIONE COMPORTA ALTISSIMI COSTI SOCIALI». «La corruzione comporta altissimi costi sociali che una classe politica non può permettersi in tempi di crisi economica. I danni generati in Europa ammontano a 120 miliardi di euro l’anno, 1% del prodotto interno dell’Unione», ha dichiarato la Reding, secondo cui in Italia «serve un impegno fermo della classe politica per vincere questa sfida».
Passando all’evasione fiscale, «ogni anno, negli Stati Ue, ben mille miliardi di euro si perdono per via dell’evasione e delle frodi al bilancio e in materia di Iva. È molto di più di quanto sia stato speso in termini di assistenza finanziaria ai singoli Paesi», ha rilevato la vicepresidente della Commissione europea.
Secondo la Reding «anche per questo, e per rafforzare l’Ue monetaria ed economica, dobbiamo realizzare una grande unione fiscale», che «porterebbe a un miglior coordinamento nella tassazione e a maggiori sforzi comuni contro le frodi e l’evasione».
In tema di intercettazioni la Reding ha osservato che «é difficile bilanciare la necessità di indagare, la privacy e la libertà di stampa».
La vicepresidente Ue ha concluso il suo monito con una speranza: «Auspichiamo che le legislazioni nazionali riconcilino il diritto alla protezione dei dati con la libertà di espressione».