Giustizia, «Situazione fallimentare»

Redazione
28/01/2011

«E’ oramai sotto gli occhi di tutti come la situazione quasi fallimentare della giustizia e dei suoi tempi si stia...

Giustizia, «Situazione fallimentare»

«E’ oramai sotto gli occhi di tutti come la situazione quasi fallimentare della giustizia e dei suoi tempi si stia trasformando in una situazione che si può definire quasi di insolvenza per lo Stato». Questo il passaggio centrale della relazione con cui il Procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito,è intervenuto all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
NIENTE INDENNIZZI. Nella relazione letta nell’Aula Magna dopo quella del primo presidente della Suprema Corte Ernesto Lupo, Esposito, riferendosi alla insolvenza dello Stato italiano perfino per quanto riguarda il pagamento degli indennizzi previsti dalla legge Pinto, ha aggiunto: «Non siamo più nemmeno in grado di pagare gli indennizzi dovuti per la violazione dei canoni di un giusto e celere processo».
MANCANO STRUMENTI E PERSONALE. L’alto magistrato ha poi segnalato «le note e soventi gravi carenze, le vacanze determinate prevalentemente da impiegati collocati a riposo e non più sostituiti e il blocco del turn-over».
INVITO AI MAGISTRATI A MENTENERE RISERBO. Nella sua relazione il procuratore generale ha anche lanciato un appello ai magistrati perché rispettino il loro dovere di «riserbo, equilibrio e prudenza quando parlano in pubblico fuori dall’esercizio delle loro funzioni: uno dei doveri è quello del riserbo. Non sempre adesso i magistrati, soprattutto taluni, si attengono, senza rendersi probabilmente conto che una notizia o un giudizio da loro riferita o espresso, data la funzione svolta, assumono una rilevanza tutt’affatto diversa da quelli provenienti dalla generalità dei cittadini». Questo non significa ha precisato il magistrato limitare «la libertà di manifestazione del pensiero, garantita dall’art. 21 della Costituzione a tutti i cittadini; si vuol solo segnalare la necessità di riserbo, equilibrio e prudenza, ai quali deve essere improntato il comportamento dei magistrati anche fuori dall’esercizio delle funzioni».
ALFANO: GRAN PARTE DEI GIUDICI E’ EQUILIBRATO. All’inaugurazione dell’anno giudiziario ha parlato anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: mi sento confortato, ha detto il Guardasigilli, «dalla convinzione che la gran parte dei giudici italiani fa dell’impegno disinteressato, del riserbo, dell’equilibrio, del senso di umanità e della saggezza delle loro decisioni una regola professionale e di vita quotidianamente esercitata». Il ministro della Giustizia, ha poi indicato nell’ «incapacità di fare squadra e nelle resistenze corporative» gli ostacoli ai «tentativi di riforma del sistema giudiziario italiano».