Gli indispensabili

Redazione
18/10/2010

di Andrea Del Carlo Il neo commissario tecnico verdeoro Mano Menezes, ospite sabato pomeriggio a San Siro per osservare i...

Gli indispensabili

di Andrea Del Carlo

Il neo commissario tecnico verdeoro Mano Menezes, ospite sabato pomeriggio a San Siro per osservare i suoi connazionali in Milan-Chievo (3-1), farebbe carte false su trisavoli e affini pur di avere a disposizione Ibrahimovic. Perchè lo svedese decide sempre le gare in cui gioca, sia quando segna direttamente sia quando con i suoi assist permette ai compagni di timbrare il cartellino.
È l’unico giocatore infungibile della formazione rossonera. Allegri ripropone una formula di gioco ad alta gradazione offensiva, con Gattuso unico centrocampista di contenimento a sostegno di Pirlo, Seedorf, Ronaldinho, Pato e Ibrahimovic. L’azzardo tattico regge tutto il primo tempo, poi l’atteggiamento del Chievo si fa più aggressivo e la partita si riequilibra.
L’ingresso di Boateng per Seedorf a dieci minuti dal termine è tardivo e solo l’attenuata intraprendenza della squadra veneta permette al Milan di conquistare tre punti. Il match di martedì prossimo al Bernabeu contro il Real Madrid fornirà una prospettiva più puntuale di ciò che questa stagione può riservare alla squadra rossonera.
I mugugni di una parte dell’ambiente capitolino verso Totti, nonostante la buona prova del capitano contro il Genoa (2-1), sono il segno che la situazione della società è davvero caotica e fuori controllo. Ranieri è uomo navigato; bisogna capire se sarà in grado di rendere lo spogliatoio ermetico agli schiamazzi che fanno da corteo alla transizione della società.
Disinnescato il fastidioso rumore di fondo, emergerà nitidamente la qualità e la sostanza del team giallorosso. Il ruolo del Mister, in effetti, non è meramente tecnico; di norma agli allenatori sono richieste anche spiccate abilità relazionali. Luigi Delneri, ad esempio, trova la quadra alla sua Juventus, vittoriosa contro il Lecce per 4 reti a zero, dopo un’intensa opera di affinamento, anche nelle motivazioni, del gruppo bianconero.
Il modulo di gioco è infatti il medesimo da settimane a questa parte, ma è evidente che il lavoro di messa a punto del reparto difensivo e l’ammirevole semplicità di manovra mostrata contro i pugliesi sono meriti da ascrivere al tecnico friulano. Aquilani e Krasic disputano una partita eccezionale per eleganza l’uno e velocità straripante l’altro.
Se i metri quadrati da qualche settimana a questa parte sono argomento di discussione, fuori dibattito invece è quello che combina Samuel Eto’o in un (dicasi uno) solo metro quadrato: controllo, dribbling e tiro in porta vincente.
Lo schieramento offensivo dell’Inter con Coutinho e Biabiany sulle fasce, Eto’o davanti e Sneider trequartista è temerario, nonostante in mezzo al campo operino due veri e propri mastini (Zanetti e Stankovic).
Il Cagliari dall’inizio della stagione fatica a segnare e perde il confronto con i nerazzurri con un gol di scarto; Bisoli che lascia in panchina per più di mezza partita Lazzari e Pinardi, cioè gli elementi di maggior caratura, ricorda quella storia del marito dispettoso e dei suoi gingilli.
Catania-Napoli (1-1) e Cesena-Parma (1-1) i pareggi di questa domenica. Il Palermo riporta con i piedi per terra il Bologna (4-1) dopo che si erano spese lodi eccessive per la formazione felsinea. Pastore, autore di un gol strepitoso, ed Ilicic rappresentano un capitale da custodire gelosamente.
Qualcuno prima o poi spenderà un elogio alla competenza calcistica di Zamparini. Se l’Udinese coglie un’importante vittoria a Brescia a dieci minuti dal termine, e passo dopo passo risale la classifica, le vicissitudini della Fiorentina sconfitta a Genova dalla Sampdoria (2-1) non trovano un punto di svolta.
Per alcuni versi le vicende societarie della squadra gigliata sono analoghe a quelle romane, anche se il disimpegno annunciato a più riprese dalla famiglia Della Valle non si sia ancora concretizzato nei fatti. In realtà, la Fiorentina non riesce a ridurre il gap con le grandi squadre italiane, soprattutto per il tergiversare delle istituzioni locali, scisse anche al loro interno, sull’attuazione dei piani di sviluppo proposti dalla dirigenza viola.
Prevedevo una goleada per il posticipo Bari-Lazio (0-2) e invece il terreno pesante e l’atteggiamento sconsideratamente attendista della mia squadra preferita, allenata da un buongustaio del football, Giampiero Ventura, e della Lazio hanno prodotto una partitaccia.
Nonostante il mancato utilizzo di Alvarez, il Bari è riuscito comunque a dilapidare, come da dna, tre occasioni nitide in cinque minuti (non siamo strutturati per l’ovvio). Nel prossimo turno di campionato il Napoli ospiterà il Milan, mentre l’Inter riceverà la Sampdoria di Antonio Cassano, autore nel pomeriggio di un gol semplicemente magnifico.