Gli Stati Uniti pressano lo yuan

Redazione
11/10/2010

Pressing a tuttocampo degli Stati Uniti sullo yuan. Al meeting del Fondo monetario internazionale a Washington, la moneta cinese è...

Gli Stati Uniti pressano lo yuan

Pressing a tuttocampo degli Stati Uniti sullo yuan. Al meeting del Fondo monetario internazionale a Washington, la moneta cinese è stata messa nel centro del mirino. Timothy Geithner, segretario del Tesoro americano, ha fatto pressione sulle controparti europee, canadese e giapponese perché si continui ad agire in modo congiunto sulla banca centrale di Pechino.
Si deve scongiurare l’ipotesi di una svalutazione della valuta cinese, che colpirebbe le economie occidentali, così come quelle dei Paesi in crescita, soprattutto sull’export. Il meeting dell’Fmi si è concluso senza il raggiungimento di un accordo generale sulle valute, anche se le pressioni su Zhou Xiaochuan, il banchiere centrale di Pechino, non sono mancate.
Xiaochuan è però riuscito a domare le attenzioni internazionali, garantendo che se la Cina riuscirà a tenere sotto controllo l’inflazione e stabile l’economia, allora «la nostra moneta diventerà sempre più forte». Il banchiere ha comunque annunciato che nulla cambierà nell’immediato. Anzi, paragonando la politica economica cinese all’azione di un dottore che deve comporre un medicinale da 10 differenti erbe, Xiaochuan ha aggiunto: «Il problema non si risolve in una notte, ma in un mese o due».