La polemica politica sul Global compact

La polemica politica sul Global compact

28 Novembre 2018 13.16
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Altolà di Matteo Salvini sul Global compact, l'accordo voluto dall’Onu nel tentativo di dare una risposta globale al problema della migrazione. In aula, dove sta «vigilando» sul rush finale del decreto Sicurezza, il ministro dell'Interni ha dichiarato che l’Italia non firmerà il patto finché non si esprimerà il parlamento. «Come hanno fatto gli svizzeri che il global compact lo hanno portato avanti fino a ieri e poi hanno detto 'fermi tutti', così il governo italiano non firmerà alcunché e non andrà a Marrakech (leggi quali sono i Paesi contrari nel mondo). Deve essere l'Aula a discuterne. Il governo italiano farà scegliere il parlamento», ha detto Salvini. Una manciata di minuti dopo, quando il Pd ha già chiamato in causa il premier accusando il leader leghista di smentire Giuseppe Conte, Palazzo Chigi ha confermato con una nota. E fatto esplodere la polemica politica.

CONTE: «ASPETTIAMO CHE SI PRONUNCI IL PARLAMENTO»

«Il Global Compact è assolutamente compatibile con la nostra strategia, ho condiviso il piano con i miei partner Ue, non ho cambiato idea rispetto alla valutazione espressa all'Assemblea Onu ma essendo un documento che ha valore politico abbiamo convenuto che forse è giusto creare un passaggio parlamentare, in cui far condividere da parte di tutti ciò che stiamo facendo», ha spiegato il premier Giuseppe Conte durante le dichiarazioni alla stampa a Palazzo Chigi. Si tratta di «un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini. Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il parlamento si sarà pronunciato», ha concluso il presidente del Consiglio.

PD E LEU ALL'ATTACCO DI SALVINI: «È LUI IL VERO PREMIER»

Il Pd e Leu, in aula, hanno attaccato il titolare del Viminale affermando che è lui il vero capo dell’esecutivo italiano visto che detta la linea. Il capogruppo dem Graziano Delrio è stato durissimo: «Il vero presidente del Consiglio è Salvini e ha smentito il ministro degli Esteri e il premier sull’adesione dell’Italia al Global compact for migration. Moavero e Conte avevano ribadito all’Onu che l’Italia avrebbe firmato l’11 dicembre. Ora Salvini cambia la linea del governo e si rimette al parlamento. È un cambio di posizione sostanziale che fa ulteriormente perdere credibilità all’Italia, dopo la brutta figura sulla manovra». Laura Boldrini (Leu) ha ricordato invece che «il Global compact, il cui esito non è vincolante, vuole solo essere un forum per trovare le soluzione e l’Italia si lamenta sempre di essere lasciata sola e quando c’è l’occasione non va all’incontro, smentendo clamorosamente il presidente del Consiglio: è gravissimo».

M5S E LEGA SI SPACCANO AL PARLAMENTO UE

Lega e M5S intanto si sono divisi al voto al Parlamento europeo per inserire all'ordine del giorno della sessione del 29 novembre, come secondo punto, un dibattito sul Global compact dell'Onu. La Lega ha votato contro, mentre gli eurodeputati pentastellati a favore. Anche il Parlamento Ue si è diviso nella votazione (208 sì, 195 no, 17 astenuti). A fare richiesta del dibattito è stato il gruppo dei Socialisti e democratici (S&D). Il Ppe ha votato contro in larghissima maggioranza.

IL 10 E L'11 DICEMBRE CONFERENZA INTERGOVERNATIVA A MARRAKECH

Supportato con forza da Barack Obama, appoggiato da Paolo Gentiloni che lo scorso luglio ne aveva sottolineato l’importanza, ma respinto da Donald Trump, il Global compact mira all’individuazione di procedure e alla definizione di impegni condivisi da parte della comunità internazionale sull'emergenza immigrazione. Il Global compact – che già in premessa, nel documento preparatorio, sottolinea che in situazioni di viaggi lunghi, costellati di abusi e violenze, risulta difficile “una distinzione netta tra rifugiati e migranti economici” – dovrebbe essere adottato entro l’anno: il 10 e l’11 dicembre, a Marrakech, è prevista la conferenza intergovernativa.

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