Inquinata la metà dei tratti di mare analizzati da Goletta Verde

Inquinata la metà dei tratti di mare analizzati da Goletta Verde

13 Agosto 2018 15.46
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In molte zone d'Italia i depuratori sono assenti o malfunzionanti e la mancata depurazione delle acque reflue è una delle principali minacce alla salute del nostro mare. Circa la metà dei tratti più a rischio – quelli in prossimità di foci, canali, scarichi, porti e centri abitati – risulta infatti inquinato o molto inquinato. I dati arrivano dalla campagna 2018 di Goletta Verde, la barca a vela di Legambiente che ogni estate naviga lungo le coste del nostro Paese per monitorare le condizioni del Mediterraneo (leggi anche: Oltre il 60% delle spiagge italiane è occupato da stabilimenti privati).

CONTAMINAZIONE DA ENTEROCOCCHI INTESTINALI ED ESCHERICHIA COLI

Goletta Verde è partita il 22 giugno dalla Liguria ed è arrivata nei giorni scorsi in Friuli-Venezia Giulia. Durante il viaggio ha compiuto prelievi di acque nei tratti di mare segnalati a rischio inquinamento dalle sezioni locali dell'associazione o dai cittadini del luogo. Gli esami hanno analizzato la presenza di contaminazione batterica da enterococchi intestinali ed Escherichia coli: solo il 52% dei 261 punti campionati nelle 15 regioni costiere italiane è risultato entro i limiti di legge. Il restante 48% è risultato invece fortemente inquinato (39%) e inquinato (9%). Su 149 foci di fiume monitorate, ben 106 (il 71%) sono risultate fortemente inquinate (il 61%) e inquinate (il 10%).

PRESENTATI 45 ESPOSTI ALLE CAPITANERIE DI PORTO

La causa di questi risultati, secondo Legambiente, è sicuramente da attribuire alla mala depurazione, di cui ancora soffrono vaste aree del nostro Paese. L'Unione europea ha condannato per due volte l'Italia per l'assenza di depuratori e una terza procedura di infrazione è in corso. Gli impianti mancano soprattutto in Sicilia, Calabria e Campania. Goletta Verde nel suo viaggio ha presentato esposti alle Capitanerie di Porto per 45 località fortemente inquinate. L'imbarcazione ha scoperto che, su otti punti interdetti alla balneazione, solo uno aveva i cartelli di divieto e in sei c'era gente che faceva il bagno. I volontari di Legambiente hanno inoltre ripulito 78 spiagge e hanno trovato una media di 620 rifiuti ogni 100 metri, all'80% di plastica.

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