Google licenzia centinaia di dipendenti, pesa la concorrenza sull’AI

Ginevra Abeti
11/01/2024

Tra luglio del 2022 e gennaio del 2023 l'azienda aveva già perso 12 mila lavoratori. La multinazionale sta investendo nell'intelligenza artificiale e nella riorganizzazione del suo motore di ricerca, sotto pressione per il grande successo di OpenAI, partner stretto del rivale Microsoft.

Google licenzia centinaia di dipendenti, pesa la concorrenza sull’AI

Mercoledì 10 gennaio Google ha licenziato centinaia di lavoratori in diverse divisioni, con il fine di ridurre le spese per sostenere gli ingenti investimenti della multinazionale nell’intelligenza artificiale. I licenziamenti di Google si uniscono a quella che ormai può essere definita un’ondata di tagli del personale nel settore delle grandi aziende tech: recentemente hanno annunciato un taglio dei dipendenti anche Twitch, X, Amazon e Meta.

Licenziati gli ingegneri di Google Assistant, Fitbit, Nest e del telefono Pixel

In particolare, secondo quanto apprende il New York Times, Google ha licenziato i dipendenti della sua principale divisione di ingegneria, così come quelli che lavorano sull’assistente virtuale Google Assistant, nonché diversi lavoratori della divisione hardware che produce il telefono Pixel, gli orologi Fitbit e il termostato Nest. Un portavoce di Google in una nota ha spiegato che la multinazionale «sta investendo in modo responsabile nelle maggiori priorità della nostra azienda e nelle significative opportunità future». Secondo Bloomberg, questi investimenti riguardando principalmente l’intelligenza artificiale – con lo sviluppo, per esempio, di Gemini e Bard – e la riorganizzazione dell’architettura del motore di ricerca del gigante del web. Google sta infatti subendo la concorrenza di ChatGPT, il chatbot della società OpenAI che collabora strettamente con Microsoft, il principale rivale dell’azienda di Larry Page e Sergey Brin.

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Oltre alla concorrenza del mercato dell’AI pesano anche le condizioni economiche globali

A pesare però sono anche le condizioni economiche globali e “l’effetto rimbalzo” degli ingenti investimenti nel settore tech avvenuti durante il lockdown per la pandemia di Covid-19, quando le persone avevano aumentato esponenzialmente l’utilizzo della tecnologia digitale. In questo contesto Sundar Pichai, l’amministratore delegato, nel luglio del 2022 ha iniziato a spingere Google verso una direzione di riduzione delle spese. Come scrive il Nyt, nel gennaio 2023 la multinazionale ha perso il 6 per cento della sua forza lavoro, ovvero 12 mila persone, nel più grande licenziamento mai condotto dall’azienda. Da allora, i dirigenti di Mountain View hanno affermato che avrebbero cercato di ridurre progressivamente i costi per concentrarsi nel mercato in forte crescita dell’intelligenza artificiale generativa.