Google compra il volto dei passanti per cinque dollari

L'obiettivo è migliorare la tecnologia di riconoscimento facciale che finirà sui Pixel, gli smartphone che il colosso di Mountain View lancerà sul mercato nei prossimi mesi.

24 Luglio 2019 18.18
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Quanto valgono la nostra privacy e i dettagli dei nostri volti? Cinque dollari, secondo Google. È questa infatti la cifra che il colosso dei motori di ricerca sta offrendo ai passanti di alcune città americane per migliorare il sistema di scansione del viso che finirà sui suoi prossimi smartphone. L’esperimento fa il paio con un altro test inaugurato a maggio da Amazon, che prevede un compenso per la scansione del proprio corpo. E aggiunge un tassello al dibattito globale sulla tecnologia di riconoscimento facciale.

LIBERATORIA E CARTA REGALO DA SPENDERE DA STARBUCKS

«Ciao, lavoro per Google e stiamo raccogliendo dati per migliorare il riconoscimento facciale della prossima generazione di telefoni»: così, secondo il sito ZDNet, alcuni dipendenti dell’azienda di Mountain View si presentano ai passanti per l’esperimento, nelle strade di New York e di altre città americane. Alle persone che accettano di partecipare viene fatta firmare una liberatoria e offerta una carta regalo da cinque dollari da spendere su Amazon o da Starbucks. In cambio si dà la propria disponibilità a farsi analizzare il volto da diverse angolazioni, nei minimi dettagli. I dati vanno poi ad alimentare gli algoritmi di intelligenza artificiale alla base del sistema di riconoscimento facciale dei nuovi Pixel, gli smartphone che Google lancerà sul mercato nei prossimi mesi.

PIÙ DI UN TERZO DEGLI UTENTI È DISPOSTO A CEDERE DATI PER DENARO

L’esperimento, come detto sopra, fa venire alla mente il test lanciato da Amazon alla fine di maggio. Il colosso di Seattle dava una carta regalo di 25 dollari a chi era disposto a farsi scansionare il corpo, fornendo così una serie di dati potenzialmente utili a rifinire le taglie per la vendita di vestiti online. Una recente indagine di Kaspersky ha messo in rilievo che oltre un terzo degli utenti a livello globale è disposto a dare accesso ai propri dati in cambio di denaro. E più della metà delle persone che utilizza Internet ritiene che avere una privacy nel mondo digitale attuale sia praticamente impossibile.

MA ALCUNE CITTÀ SI RIBELLANO

La Cina sta spingendo molto sul riconoscimento facciale, mentre negli Stati Uniti una serie di associazioni per i diritti umani hanno lanciato appelli alla Silicon Valley a non vendere questo genere di software alle agenzie governative. E alcune città si sono anche ribellate all’uso di questa tecnologia: dopo San Francisco e Sommerville, è arrivato il turno di Oakland, sulla base di uno studio che dimostra una minor accuratezza di questo tipo di soluzioni per le donne e le persone di colore in generale, sollevando così preoccupazioni non solo sulla privacy, ma anche sulla discriminazione razziale.

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