Gori: «Renzi batte il Cav»

20 Settembre 2012 10.00
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Giorgio Gori non è mai stato così lontano dal suo benefattore Silvio Berlusconi.
Dal lontano 1984, quando Gori mosse i primi passi nelle aziende del Cavaliere, ne è passata di acqua sotto i ponti.
Una lunga carriera tra i colossi del tycoon di Arcore: prima in Fininvest, poi in Mediaset come responsabile dei palinsesti delle tre reti del gruppo, direttore di Canale 5, di Italia 1 e poi di nuovo di Canale 5.
Oggi la mela è caduta lontano dall’albero: Gori è il fondatore di Magnolia e il guru del suo temibile avversario, Matteo Renzi, ‘il rottamatore’ del Pd candidato alle primarie del centrosinistra.
Intervistato da Luca Telese per il suo giornale Pubblico, il marito di Cristina Parodi ha raccontato i retroscena della campagna del sindaco di Firenze e la sua netta opposizione alla scelta del Cavaliere quando decise di scendere in politica.
«AL CAV DISSI CHE ERA UNA PAZZIA CANDIDARSI». «Gli avevo detto, come Costanzo e Mentana, che non avrebbe dovuto scendere in campo. Avevo fatto di tutto, insieme a loro, per tenere fuori Canale 5 dalla campagna elettorale. Sono fatti, basta vedere le registrazioni», ha raccontato Gori, «credo che se uno confronta Italia1 e Rete4 – che furono mosse in modo esplicito e continuativo per Forza Italia – con Canale 5 la differenza si vede».
Il resto è storia: Gori alla riunione nel 1994 in cui il Cav annunciò di volersi candidare disse che quella era una «pazzia».
Poi l’addio a Mediaset qualche anno dopo, nel 2001.
Da quel momento non ci furono più colloqui con Silvio. A eccezione, come racconta Libero, di un incontro casuale per strada in Sardegna.
Berlusconi mise fine al loro rapporto con parole di cortesia: «So che vai via. Fai bene. Anche io a 41 anni ho cambiato vita».
«MATTEO È L’UOMO DEL RINNOVAMENTO». Su Matteo Renzi, invece, Gori si mostra entusiasta: «Matteo è l’uomo del rinnovamento e della modernità».
E ha raccontato del loro incontro: «Mi ha dato il suo numero di telefono Luca Sofri». Da allora l’ex direttore di Canale 5 cura l’immagine e la comunicazione del sindaco di Firenze. È, come si dice in termini specifici, il suo spin doctor.
«Ha più possibilità di battere Berlusconi che battere Bersani», ha concluso infine Gori, «Berlusconi lo considera pericoloso: solo il confronto anagrafico è disastroso per lui».

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