«Governo con Pdl, ma senza Berlusconi»

Redazione
24/01/2011

Mentre si apre una settimana decisiva per il federalismo e per la mozione di sfiducia al ministro Bondi, Pierferdinando Casini,...

«Governo con Pdl, ma senza Berlusconi»

Mentre si apre una settimana decisiva per il federalismo e per la mozione di sfiducia al ministro Bondi, Pierferdinando Casini, in un’intervista alla Stampa, propone un nuovo governo: con Popolo della libertà, Lega Nord e il neonato soggetto centrista (Udc- Fli-rutelliani) purché a presiederlo non sia Berlusconi. Il Cavaliere fuori da Palazzo Chigi potrà quindi risolvere i suoi guai giudiziari, ha chiosato il leader Udc.
AUTOGOLPE Il suo «é un autogolpe, basta con l’alterazione della realtà»: il presidente del Consiglio «si é lamentato di un colpo di Stato di Fini ma è stato lui a cacciarlo dal Pdl, cerchiamo di non falsificare le cose»: aveva detto Casini ai microfoni del Tg2. Non solo. Il leader del centristi ha parlato poi dei rapporti tra Berlusconi ed il presidente della Camera. E ha spiegato: «Il Terzo polo nei sondaggi é oltre il 15%» Poi ha avvertito: «Il dato importante è che sta crescendo il numero delle persone che non risponde ai sondaggi».
UN GOVERNO CON IL PDL MA SENZA SILVIO Alla domanda se ipotizzasse un governo di centrodestra senza Berlusconi, Casini ha risposto: «Mi lasci dire che dipende non solo da lui, ma da tutto il Pdl. Dentro quel partito ci sono personalità autorevoli che potrebbero guidare un governo “senza”, ma non “contro”, Berlusconi, che potrebbe conservare il ruolo di leader del centrodestra e dedicarsi a chiarire la sua posizione personale. Al di là di quel che dicono tutti i giorni in tv, credo che nel Pdl siano in tanti a pensarla così. Sarebbe una via d’uscita ragionevole. Altrimenti non restano che le elezioni».
FACCIA COME CLINTON Casini ha fatto un paragone con i casi esteri. «Sto dicendo che il premier dovrebbe fare come ha fatto Clinton ai tempi dello scandalo Lewinsky. O come ha fatto Blair l’altro giorno, quando ha risposto sulle sue responsabilità per la guerra all’Iraq. Badi bene: nessuno dei due è uscito di scena. Clinton è ancora oggi uno stimatissimo leader in grado di spostare un sacco di voti e determinare le campagne elettorali americane. E Blair ha uno standing di livello europeo e un incarico delicato in Medio Oriente. Come vede, quando le cose si chiariscono, anche i giudizi diventano più razionali ».
PAESE BUNGA BUNGA Per questo motivo, secondo l’Udc, «Quanto meno dovrebbe spiegare. Non può continuare a negare il cento per cento di quel che è stato accertato dalle indagini. Poi dovrebbe scusarsi per il danno d’immagine che questa storia sta portando al Paese. Non solo a lui, ma all’Italia, rispetto a governi e Paesi con cui abbiamo relazioni stabili, e che vorrebbero sapere se siamo diventati il paese del bunga bunga».