Il governo Conte 2 passa la prova della fiducia al Senato

Dopo l'ok della Camera, replica a Palazzo Madama: 169 sì, 133 no e cinque astenuti. Salvini ai grillini: «Siete passati dalla rivoluzione a Renzi e Monti». La replica: «Volevi andare al voto con arroganza».

10 Settembre 2019 08.03
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Incassata la fiducia alla Camera, con 343 voti a favore e 263 no, il governo Conte 2 ha passato anche la prova del giudizio del Senato il 10 settembre 2019: i sono stati 169, 133 i no e cinque gli astenuti.

Entrato in Aula attorno alle 10.15, il premier Giuseppe Conte era stato accolto da urla e dai cori «traditore, traditore» e «dignità, dignità» da parte di alcuni senatori della Lega.

CONTE: «GENTILONI COMMISSARIO DI TUTTA L’ITALIA»

Conte nella replica del pomeriggio ha parlato innanzitutto del ruolo di Paolo Gentiloni, nuovo commissario agli Affari economici: «La neo presidente Ursula von der Leyen riconosce all’Italia il portafoglio più forte che c’è. La polemica politica e le logomachie sono intense e vivaci, ma vi invito a considerare il commissario come colui che rappresenterà l’Italia intera. Lo farà per cinque anni, sarà un importante presidio non per la maggioranza di turno».

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Giuseppe Conte durante la replica in Senato. (Ansa)

Quindi ha aggiunto: «Dobbiamo fare di tutto per poter realizzare le riforme che stanno a cuore al Paese, in una prospettiva di nuova legislatura europea. Confido che anche le forze di opposizione diano il loro contributo perché quello che costruiremo in questa legislatura andrà a beneficio di tutti gli italiani», a partire dalla «revisione del patto di stabilità e crescita».

«DARE LA COLPA AGLI ALTRI SERVE A SALVARE LA LEADERSHIP»

Poi l’affondo, in risposta a Salvini: «Assegnare ad altri le proprie colpe è il percorso più lineare per essere deresponsabilizzati a vita, un modo certo, non il migliore, per salvare la propria leadership. Errare è umano, ma dare agli altri le proprie colpe è il modo migliore per conservare la leadership del proprio partito».

Tutti coloro che hanno fatto saltare il piano dei “pieni poteri” pur nel rispetto della Costituzione e per senso di responsabilità sono diventati nemici


Giuseppe Conte

E ancora, contro il linguaggio leghista: «Se quello di assumere “pieni poteri” era lo schema, è comprensibile che chiunque l’abbia ostacolato, tutti coloro che lo hanno fatto pur nel rispetto della Costituzione e per senso di responsabilità, siano diventati nemici. Gli amici di ieri, gli interpreti del cambiamento non diventano avversari ma nemici».

«NON VEDO DIGNITÀ NEL VOSTRO VOLTAFACCIA»

Ai cori dai banchi del Carroccio che intonavano “dignità“, Conte ha risposto: «Poi con calma nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane». Ma i parlamentari della Lega hanno continuato a urlare “Senza onore!” interrompendo più volte il discorso.

«SALVINI CON ARROGANZA VOLEVA ELEZIONI»

Il presidente del Consiglio ha ricordato che «la polemica contro il governo arriva da chi è rimasto fermo all’8 agosto, quando con arroganza e con scarse cognizioni di diritto costituzionale ha ritenuto di provocare una crisi, ha ritenuto di poter unilateralmente portare a elezioni il Paese e addirittura a portare il Paese a elezioni da ministro dell’Interno e sempre unilateralmente e arbitrariamente di concentrare definitivamente tutti i pieni poteri su di sé».

«MODIFICARE DUBLINO E I DECRETI SICUREZZA»

Parlando di questioni politiche, Conte sull’immigrazione ha detto: «Va gestito a livello europeo e va modificato il regolamento di Dublino». Poi, riferendosi ai decreti sicurezza ha ripetuto: «Questo governo è stato chiaro, raccoglierà le osservazioni del presidente della Repubblica».

D’ora in poi evitiamo di concentraci ossessivamente sullo slogan “porti aperti, porti chiusi”


Giuseppe Conte

Il premier ha bocciato anche qui la retorica salviniana: «Chiedo a tutte le forze politiche qui presenti, anche di opposizione, e anche ai cittadini collegati in tivù: d’ora in poi evitiamo di concentraci ossessivamente sullo slogan “porti aperti, porti chiusi“. Sul tema dell’immigrazione lavoreremo su un piano multilivello, con più collaborazione con i Paesi di origine, di transito, per contrastare i traffici illeciti e l’immigrazione clandestina. Uno Stato sovrano ha il diritto a regolare l’accesso ai propri confini, rafforzando i rimpatri. Sinora abbiamo avuto pochi accordi: tutto il tema va gestito a livello europeo».

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Senatori della Lega espongono cartelli con scritto “applausi” in Senato, rivolti a M5s e Pd, durante la replica di Conte. (Ansa)

«INIZIAMO DAI LAVOTATORI, POI LE IMPRESE»

Continuando sul programma, Conte ha annunciato: «Quando ragioniamo di un taglio del cuneo fiscale a totale vantaggio dei lavoratori è perché non vogliamo prendere in giro gli italiani e siamo consapevoli che le risorse in Manovra, puntando noi a bloccare l’aumento dell’Iva, scarseggeranno, ma in prospettiva ci auguriamo di avere maggiori risorse anche a favore delle imprese».

«EUTANASIA, SPERO IN UNA LEGGE CONDIVISA»

Toccato pure il tema del suicidio medicalmente assistito: «Non è oggetto del programma di governo, ho ritenuto io stesso di non inserirlo perché non ritengo sia un tema che si presti a un progetto politico. Auspico che il parlamento trovi il modo e le occasioni per approfondire queste questioni e lo possa fare rapidamente. Diversamente si arriverebbe a una pronuncia della Corte costituzionale: sarebbe auspicabile un’ampia condivisione per intervenire e legiferare».

Il leader della Lega Matteo Salvini in Senato durante il voto sulla fiducia al Governo.

SALVINI: «AVETE SOLO PAURA DEL VOTO»

In precedenza, dopo il duro intervento del mattino, Matteo Salvini in Aula si era rivolto all’ex alleato M5s accusandolo di essere passato «dalla rivoluzione a Renzi e Monti». L’ex ministro dell’Interno ha poi difeso la “piazza” sovranista di Montecitorio, definendo l’esecutivo Conte bis «un governo basato sulla spartizione delle poltrone e sulla paura di tornare al voto. A questa paura rispondiamo amando i nostri nemici».

Potete scappare per qualche mese, ma tra un po’ ci saranno milioni di italiani che voteranno alle Regionali


Matteo Salvini

E, ancora: «Potete scappare per qualche settimana, per qualche mese, ma tra un po’ ci saranno milioni di italiani che avranno la fortuna di votare alle Regionali. Siamo pubblici dipendenti, dovremmo essere contenti di essere giudicati dai nostri datori di lavoro: chi non vuole passare dal voto vuol dire che non ha la coscienza a posto». Il segretario del Carroccio ha quindi annunciato battaglia sulla legge elettorale. «Noi andiamo avanti sui temi senza paura di confrontarci con gli elettori», ha aggiunto. Diretto a Conte ha poi affondato: «Ecco un presidente del Consiglio inchiodato alla poltrona come le vecchie mummie della Prima Repubblica», definendolo «l’uomo che sussurrava alla Merkel».

LEGGI ANCHE: I giallorossi e la battaglia della Lega nelle commissioni

Alberto Bagnai, presidente della Commissione Finanze a Palazzo Madama, ha invece detto: «Ai colleghi travagliati dico che chi crede al cambiamento non troverà spazio in un governo guidato da un uomo ambizioso, intelligente e spregiudicato, che garantirà continuità non cambiamento. Ai colleghi dico: pensate bene a quello che state facendo».

NAPOLITANO ASSENTE PER MOTIVI DI SALUTE: «MA DICO SÌ»

Il presidente emerito della Repubblica e senatore a vita Giorgio Napolitano non era presente: «Sono dispiaciuto che le mie attuali condizioni di salute non mi consentano oggi di prendere parte alla seduta del Senato sulla fiducia. Intendo però rendere noto il mio orientamento, come senatore di diritto e a vita, favorevole alla nascita del nuovo governo, pur di fronte a oggettive difficoltà e alla necessità di meglio definire convergenze politiche e programmatiche e la loro tenuta nel tempo».

RICHETTI E PARAGONE IN DISSENSO SI ASTENGONO

Il senatore del Pd Matteo Richetti ha annunciato in Aula l’intenzione di astenersi sul voto di fiducia in dissenso al gruppo dem. Così come Gianluigi Paragone del Movimento 5 stelle.

ROMEO: «LI FAREMO IMPAZZIRE FINO ALLA FINE»

«Li faremo impazzire fino alla fine», ha minacciato il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, rispondendo a chi gli chiedeva se i presidenti leghisti potrebbero valutare di lasciare le presidenze delle commissioni parlamentari dopo la nascita della nuova maggioranza.

La senatrice della Lega Lucia Borgonzoni in Aula.

LO SHOW DI BORGONZONI SU BIBBIANO

Sempre dai banchi del Carroccio è andato in scena lo show di Lucia Borgonzoni che si è tolta la giacca mostrando una maglietta bianca con la scritta «Parliamo di Bibbiano». La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha chiesto alla leghista di rimettersi la giacca tra gli applausi dei leghisti e le proteste del Pd.

GUARDA ANCHE: L’intervento di Borgonzoni in Aula

Liliana Segre in Senato.

SEGRE PER IL SÌ: «HO TEMUTO IMBARBARIMENTO DELLA SOCIETÀ»

Si sono aggiunti anche alcuni voti favorevoli dei senatori a vita. Liliana Segre ha annunciato il suo sì: «Mi accingo a esprimere fiduciosa un voto favorevole a questo governo», ha detto la senatrice. «Il mio atteggiamento di fronte alla nascita del governo è di preoccupazione e allo stesso tempo di speranza. Ho temuto un inesorabile imbarbarimento della nostra società» e ora «mi attendo che il nuovo governo operi concretamente» per la «difesa della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Resistenza».

Mario Monti ed Emma Bonino durante la discussione sulla fiducia al nuovo governo.

MONTI, FIDUCIA CON RISERVA

Sì anche per Mario Monti: «Se dovessi essere coerente con me stesso dovrei votare la fiducia», ha detto il Professore, «e oggi ho deciso di pretendere maggiore coerenza da me stesso che da altri e quindi di mettere alla prova una posizione di sostegno alla fiducia ma sottolineo molto che è indispensabile un vero mutamento di indirizzo». L’intervento del senatore a vita è stato accolto da applausi ironici della Lega.

IL SÌ «NON ORGANICO ALLA MAGGIORANZA» DI CATTANEO

E un voto favorevole arriva anche dalla senatrice a vita Elena Cattaneo motivandolo con la centralità della ricerca nel programma di governo. Cattaneo ha precisato che «il suo sì non è incondizionato» né «organico alla maggioranza» ma dipenderà dal merito dei provvedimenti.

BONINO: «+EUROPA CONTRO LA FIDUCIA»

Emma Bonino ha confermato che +Europa voterà contro la fiducia. Non ha risparmiato frecciate contro il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al premier Conte. «Il suo intervento di ieri è stato lungo e enciclopedico, si configura come un libro dei sogni senza priorità e concretezza e finisce per essere una fiera dell’ovvietà», ha detto Bonino. Servono «interventi da realizzare con risorse individuate in modo preciso» visto il rischio di «illudere gli italiani». Inoltre, ha sottolineato la senatrice, «non volete disfare nulla di quanto fatto dal precedente governo. C’è una sostanziale continuità» e «dovete stare attenti a non resuscitare politicamente l’ex vicepremier Salvini, che si è azzoppato da solo. State attenti a non creare le condizioni per farlo tornare a Palazzo Chigi».

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