L'origine dello spread secondo il governo

L’origine dello spread secondo il governo

Tria parla di nervosismo ingiustificato dei mercati. Conte individua la causa nella competizione elettorale. E Salvini dichiara semplicemente di non interessarsene.

15 Maggio 2019 14.09

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Record per il rialzo dello spread che è volato a quota 291 punti base, un livello che non si vedeva da dicembre, quando l'esecutivo stava ancora negoziando sulla legge di bilancio con Bruxelles. Il 15 maggio il rendimento dei buoni del tesoro italiani a 10 anni, quindi gli interessi che paghiamo sul nostro debito, è arrivato a 2,80%. Tutti gli analisti hanno ricollegato la volata alle dichiarazioni del leader della Lega Matteo Salvini che il 14 maggio ha dichiarato: «Se servirà infrangere alcuni limiti del 3% o del 130-140%, tiriamo dritti». E però il giorno dopo il lancio del sasso, il governo ha nascosto la mano (del ministro dell'Interno). «Lo spread in rialzo?», ha per esempio dichiarato il primo ministro Giuseppe Conte, «Al presidente del Consiglio non ha fatto piacere, lo ricollego alla competizione elettorale, che crea evidentemente agitazione sui mercati».

CONTE: «TUTTI I PARTITI RIMARCANO IL LORO TERRITORIO»

«Tutti i partiti», ha aggiunto il premier, «sono impegnati per raggiugere dei successi, stanno rimarcando il territorio politico, ci sono dichiarazioni anche molto forti, ma confido che tutto venga ricondotto in ordine il giorno dopo le elezioni politiche». Da presidente del consiglio dico ai mercati e agli investitori, a tutte le istituzioni, non c'è nulla di cui preoccuparsi», ha concluso Conte, confermando la convocazione di un Consiglio dei ministri prima del voto europeo. Al di là di qualche scambio verbale, c'è un programma riformatore da portare avanti, ci sono delle urgenze da portare avanti e non possiamo tradire gli italiani. Questo governo porterà a termine la legislatura e lo farà tenendo in ordine i conti».

Il ministro Giovanni Tria ha parlato invece di nervosismo ingiustificato. «Il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee», ha detto il ministro dell'Economia, Tria, dopo il balzo del differenziale. «Ingiustificato», ha spiegato Tria, «perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo sono quelli proposti dal governo stesso e approvati dal parlamento con il documento di economia e finanza». Le parole però sono importanti. E quelle di Salvini ora contano più delle altre. Il ministro dell'Interno lo sa e continua per la sua strada.

«Preoccupato per l'impatto sullo spread delle sue parole sui vincoli europei?» «No, assolutamente no», ha risposto il vicepremier e leader della Lega. «Perchè prima viene il diritto al lavoro, alla vita ed alla salute degli italiani. Voglio dare lavoro agli italiani. Se ci sono regole europee che stanno affamando un continente, stanno portando precarietà, disoccupazione e povertà come fosse normale, vanno cambiate. Rivedere questa gabbia europea non è un diritto è un dovere». E chiude il cerchio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che ha commentato: «Spero che le vicende politiche italiane non siano condizionate dallo spread. Spero che finisca la campagna elettorale e le cose diventino più chiare per tutti, anche per quelli che muovono su e giù lo spread». Poco importa che a muoverlo siano le dichiarazioni del suo capo e che se non sono condizionate le vicende politiche, sicuramente condizionate sono le finanze dei cittadini italiani.

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