Adriana Belotti

Perché il ministero della Disabilità di Salvini e Di Maio è inutile

Perché il ministero della Disabilità di Salvini e Di Maio è inutile

18 Maggio 2018 17.08
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Ogni promessa è debito, cari elettori ed elettrici con disabilità (e non), e la Lega lo sa bene. Infatti nel contratto di governo firmato da Lega e Movimento 5 stelle compare il ministero per la Disabilità. Personalmente lo attendevo con ansia, fa molto trendy ed è anche, un pochino inutilmente, politically correct. Soprattutto, però, come già riportato altrove, non mi è molto chiaro a cosa dovrebbe servire visto che si occuperà di cose che sono già competenza e oggetto di intervento di altri ministeri.

QUALE SAREBBE IL VALORE AGGIUNTO? Egregi onorevoli Salvini e Di Maio, vi rivelo un segreto: noi persone disabili frequentiamo le stesse scuole degli studenti “normodotati” (la prima legge a prevederlo risale, pensate, a quasi 50 anni fa), siamo curati dal Sistema sanitario nazionale proprio come voi, lavoriamo negli stessi posti di lavoro degli “abili” e, generalmente, siamo assunti con gli stessi contratti (ok, abbiamo leggi particolari che ci tutelano ma niente che non stia già riuscendo ad affrontare il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), non percorriamo strade che non siano sotto la sovrintendenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come il resto degli italiani e così via. Insomma, vi prego, diteci quale sarebbe il valore aggiunto di questo Istituto nella vita delle persone con disabilità perché sinceramente l'unico"plus" che riesco a vedere è quello relativo ai costi di mantenimento di un organo che assottiglierà il già non rigonfio portafoglio degli italiani, disabili compresi!

NON SERVE PROTEZIONE. Ma considerato il fatto che l’imminente istituzione del famoso ministero è riportata nero su bianco, mi sono permessa di dare una sbirciatina al contenuto del testo per chiarirmi maggiormente le idee. I verbi usati in apertura mi fanno riflettere. Il testo infatti sancisce che: «Uno Stato civile deve proteggere, tutelare, assistere e integrare chiunque abbia una disabilità». Cari lettori ed elettori con disabilità (e non) ma, secondo voi, questi signori hanno mai avuto a che fare con una persona disabile vera, in carne e ossa? Io temo proprio di no, altrimenti si sarebbero accorti che noi adulti disabili non abbiamo alcun bisogno di essere tutelati e men che meno protetti. Ovvio che per i minori il discorso è differente, ma questo perché trattasi di esseri in formazione e non ancora autonomi nel badare a se stessi. Il ragionamento quindi vale per tutti gliunder 18, con e senza disabilità.

Diteci quale sarebbe il valore aggiunto di questo Istituto nella vita delle persone con disabilità perché sinceramente l'unico "plus" che riesco a vedere è quello relativo ai costi di mantenimento di un organo che assottiglierà il già non rigonfio portafoglio degli italiani, disabili compresi!

Semmai ci farebbe piacere ricevere un supporto nella lotta contro le discriminazioni e le barriere culturali (oltre che architettoniche) che ancora ostacolano la nostra possibilità di lavorare, viaggiare, ricevere cure sanitarie nel rispetto della nostra dignità di persone adulte e responsabili, amare, avere rapporti sessuali, eccetera. I diritti e doveri che ho appena citato rientrano tutti nelle raccomandazioni contenute nel Secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, approvato un anno fa come decreto del Presidente della Repubblica.

LA LEZIONE UK IGNORATA. Si tratta di un documento importantissimo anche perché frutto del lavoro congiunto di Istituzioni centrali e locali, sindacati ma soprattutto organizzazioni e associazioni che si occupano di disabilità. Come del Programma non c’era alcuna traccia all’interno dei programmi elettorali, allo stesso modo non ne ho trovata menzione qui. I nostri futuri governanti, nel tracciare le linee guida del fantomatico ministero per la Disabilità, hanno completamente ignorato ed escluso il lavoro di chi questa condizione la vive quotidianamente sulla propria pelle. Alla faccia degli attivisti anglosassoni che hanno fatto la storia al grido di: «​Nothing about us without us» (nulla che ci riguardi senza di noi) e che in questo momento, ci scommetto, si stanno rivoltando nella tomba!

MANCANO LE COPERTURE. Ma entriamo nel merito di alcuni dei contenuti riportati nel contratto di governo. Salvini e Di Maio ci assicurano che sarà loro possibile garantire un «generale rafforzamento di fondi sulla disabilità e la non autosufficienza» ma non specificano minimamente a quali stanziamenti si riferiscono, né, informazione che ci interesserebbe molto avere, da dove pensano di prendere le risorse economiche necessarie a realizzare questa promessa. Non mi risulta che lo Stato italiano navighi nell’oro. Il mio cervello si rifiuta sempre di ricordare a quanto ammonta il nostro debito pubblico ma mi pare sia una cifretta che non dà spazio a illusioni.

LE LEGGI ESISTONO GIÀ. Il documento prosegue con un’altra promessa: escludere tassativamente i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, dal calcolo dell’Isee. Salvini, Di Maio ancoratevi alle vostre poltrone, sto per svelarvi un segreto che potrebbe provocarvi un improvviso abbassamento di pressione dovuto all’emozione: questo provvedimento esiste già e lo so di per certo perché sono anni che mi faccio compilare il modello al Caaf! Se non ci credete, ripassatevi la legge 26 maggio 2016, n.893

Noto con un certo disappunto che non viene esplicitato come pensano di risolvere il problema della disoccupazione delle persone con disabilità. Un problema, lo ricordiamo, essenzialmente culturale.

Nel punto programmatico riguardante l’inclusione scolastica, per esempio, si puntualizza la necessità di una reale specializzazione degli insegnanti di sostegno ma forse a qualcuno è sfuggito che i corsi per la formazione di questo ruolo professionale sono già attivi e ben funzionanti. Piuttosto, qualcuno potrebbe farci sapere se e quando si riuscirà a risolvere il problema del precariato di questi docenti? Sarebbe bello scoprirlo, visto che poter assicurare la continuità didattica gioverebbe ai professionisti in questione ma soprattutto agli studenti con disabilità.

IL NODO DELLA DISOCCUPAZIONE. Non poteva mancare il riferimento al mercato del lavoro: bisogna assicurare il rispetto della L.68/99 nel settore pubblico, incentivare le assunzioni nel privato e fare una ricognizione dello stato dell’arte rispetto alla sua attuazione. Così è scritto. A parte che dalla legge citata nel Programma ne è passata di acqua sotto i ponti e insieme all’acqua è stata pure approvato il decreto legislativo n. 151/2015 che non viene neppure menzionato. Se lo saranno scordati? Grazie a quella legge, per esempio, è stata istituita la Banca dati del collocamento mirato, che monitora lo stato dell’arte in riferimento all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità nel nostro Paese. E poi noto con un certo disappunto che non viene esplicitato come pensano di risolvere il problema della disoccupazione delle persone con disabilità, un problema, lo ricordiamo, essenzialmente culturale.

LE BARRIERE ETERNE. Per non parlare delle promesse di abbattimento delle barriere architettoniche: tutti giurano e spergiurano di eliminarle dalla faccia della terra ma loro sono sempre qui, presenti in mezzo a noi. Saranno mica degli highlander? Inoltre, mi sarei aspettata almeno una parvenza di contemporaneità per dare credibilità a questo sbandieramento di luoghi comuni e invece non mi è stata nemmeno regalata la soddisfazione di un accenno allo Universal Design, di cui ormai si fa uso in lungo e in largo. Mi piace davvero tanto anche la proposta di promozione dei progetti di cohousing sociale, con quote riservate a persone disabili. Con quali soldi si realizzeranno? Quali saranno i criteri di selezione dei inquilini?

IN FONDO AL TUNNEL, LA BUFALA. Insomma, speravo di essermi sbagliata e di dovermi ricredere sul programma di questo possibile governo. Mi ero illusa di essere vittima dei miei stessi pregiudizi e che con il ministero per la Disabilità avremmo visto la luce. Invece, purtroppo, ciò che osservo all’orizzonte sembrano essere solo enormi, gigantesche bufale.

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