Incontro Di Maio-Salvini: chiuso l’accordo su premier e governo

20 Maggio 2018 13.48
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Potrebbe essere, salvo sorprese, quello del giurista Giuseppe Conte il nome che Matteo Salvini e Luigi Di Maio indicheranno al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel pomeriggio i due leader saranno ricevuti al Quirinale per tirare le somme dopo oltre 70 giorni di trattativa e capire se l'intesa raggiunta tra i due leader il 20 maggio, dopo una serie di faccia a faccia, può consentire la nascita dell'esecutivo.

FORSE INTESA SUL NOME DI CONTE. Il nome su cui si sarebbe raggiunto l'accordo è arrivato al termine di un'ennesima giornata di contatti telefonici e culminata con un vertice tra i due leader che alla fine avrebbero trovato una intesa su Conte, tecnico di area M5s che Di Maio voleva già nel suo governo. E un accordo di massima sarebbe stato raggiunto anche sulla squadra dell'esecutivo. Anche se proprio sulla squadra l'occhio vigile del Colle, si racconta in ambienti politici, avrebbe rilevato alcune incongruenze da verificare e risolvere.

DUBBI DEL COLLE SUL ALCUNI MINISTRI. Il Colle avrebbe puntato l'attenzione, si racconta in ambienti parlamentari, su alcuni ministeri di peso come Economia, Esteri e Difesa. Un fatto che mostrerebbe come l'intesa in realtà non sia del tutto blindata è lo stupore fatto trapelare da Lega e M5s di fronte alla notizia che il Capo dello Stato attende entrambi per il pomeriggio del 21 maggio. Insomma, la sensazione è che la partita sia quasi chiusa. Ma fino a quando non ci sarà l'ufficialità, sia Lega che Movimento Cinque Stelle mostreranno cautela.

SALVINI: «NOME CHE SODDISFA TUTTI». Non è un caso che sia Salvini che Luigi Di Maio si appellino indirettamente al Capo dello Stato a cui spetta l'ultima parola: «Speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani», ha messo in chiaro il segretario del Carroccio che ha ribadito come il nome del premier soddisfi «sia la Lega che i pentastellati». Quanto al suo futuro nel governo il leader leghista non si è sbilanciato ma ha confermato la sua disponibilità e quella di Di Maio a far parte della squadra.

DI MAIO: «SUPER MINISTERO A M5S. ». Alle parole di Salvini ha fatto eco proprio il capo dei pentastellati che si è detto pronto a far parte del governo annunciando la nascita di un super ministero frutto dell'unione tra Mise e Lavoro, che sarà guidato da un esponente del Movimento: «Abbiamo chiesto che il ministero dello sviluppo economico venga accorpato con il Lavoro per diventare un super dicastero per risolvere i problemi degli italiani. E che vada al Movimento 5Stelle insieme a tanti altri», ha spiegato Di Maio che poi ha annunciato battaglia con l'Europa: «Prima di spread e dei parametri di Bruxelles», ha messo in guardia, «vengono i cittadini italiani con i loro diritti essenziali. E se dovremo pretendere qualcosa in Europa non andremo col cappello in mano ma chiederemo i margini per poter spendere».

SALVINI VUOLE FDI NEL GOVERNO. In attesa che il nome venga ufficializzato, però, tra gli altri partiti ed in particolare quelli del centrodestra sale la tensione. Sotto i riflettori è finito Fratelli d'Italia. Il segretario della Lega non ha fatto mistero di gradire un allargamento anche a Giorgia Meloni ma la leader di Fratelli d'Italia ha sempre condizionato il sì del suo partito alla scelta del premier ed in particolare ad un presidente del Consiglio di centrodestra.

FORZA ITALIA VALUTA IL DA FARSI. Sul piede di guerra invece Forza Italia. La decisone finale sarà presa in una riunione ad hoc che Berlusconi convocherà tra martedì 22 e giovedì 24 a seconda di quando il governo si presenterà alle Camere. Ma da Arcore la linea dell'ex capo del governo non cambia. Da parte del Cavaliere ci sarebbe profondo scetticismo per la scelta del capo dell'esecutivo e per il programma messo in campo: «da parte nostra», ha fatto sapere, non ci saranno sconti».

I GAZEBO DELLA LEGA PREMIANO IL CONTRATTO. Chi invece ha approvato il contratto di governo è stato il popolo leghista. In una nota fatta circolare dal Carroccio si legge infatti che circa 215 mila cttadini «sono andati ai gazebo della Lega per votare il contratto di governo. I sì hanno raggiunto il 91% del totale. Per la Lega si tratta di un ottimo risultato, eccezionale la partecipazione».

La possibile squadra di governo: nodo vicepresidenti

Il nome di Conte per la premiership lascia, comunque, ai due leader un "peso" cruciale nelle scelte di governo. Il profilo, almeno nella strategia di M5S-Lega, poco adombrerà i veri kingmaker del governo giallo-verde, Di Maio e Salvini. Che potrebbero anche assumere la delega di vicepremier per meglio gestire Palazzo Chigi insieme al presidente del Consiglio. Il primo punta a guidare un superministero che accorpi Sviluppo Economico e Lavoro gestendo temi, come il reddito di cittadinanza, cari al Movimento. Per il secondo la scelta dovrebbe ricadere su un ministero prettamente elettorale: quello dell'Interno, a capo del quale il leader della Lega punta a mettere in campo le priorità più care alla sua storia politica, ovvero sicurezza e gestione dei migranti.

DUBBI DEL COLLE SULLA DIFESA. Nel corso dell'ultimo vertice sono emersi due nodi delicati, legati all'Economia e alla Difesa. «C'è una differenza di visione con il Colle», ha spiegato chi sta seguendo una trattativa che vede la Lega puntare, oltre che al Viminale, anche alla Difesa, con la proposta di Lorenzo Fontana. Ma l'idea che l'intero pacchetto ministeriale sulla sicurezza vada a una forza come la Lega non convincerebbe il Colle. Così come, al Quirinale, serpeggerebbe più di un dubbio sull'assegnazione del ministero del Tesoro a un tecnico M5S come Andrea Roventini.

MASSOLO VERSO LA FARNESINA. Più apprezzata, forse, la scelta del più navigato Giancarlo Giorgetti, dato tuttavia in pole (assieme a Claudio Borghi) anche come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per il resto il totoministri vede Giampiero Massolo quasi sicuramente alla Farnesina, Laura Castelli in pole per la P.A., Giulia Grillo verso la Sanità. Per la Lega Nicola Molteni potrebbe guidare l'Agricoltura (per il quale circola anche il nome di Fontana), Gian Marco Centinaio è in pole per gli Affari Regionali o per il nuovo ministero del Turismo, Giulia Bongiorno è tra i favoriti per Riforme e Rapporti con il Parlamento (in merito al quale non si esclude la scelta di Riccardo Fraccaro).

SPADAFORA POSSIBILE MINISTRO PER GLI AFFARI EUROPEI. Il dicastero dei Trasporti dovrebbe andare alla Lega (tra i nomi si fa quello di Stefano Candiani) così come quello dell'Ambiente (in pole Lucia Borgonzoni). Sport e Beni Culturali andranno probabilmente al M5S: i nomi in pole sono quelli di Domenico Fioravanti e Emilio Carelli. Tra i tecnici favorito anche il rettore della Statale Gianluca Vago all'Istruzione mentre Vincenzo Spadafora, fedelissimo di Di Maio, è in pole per gli Affari Europei.

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