Governo, Di Maio apre a Lega e Pd, ma chiude ad alleanze con FI

Redazione
03/04/2018

Un contratto di governo alla tedesca: è la proposta che Luigi Di Maio ha lanciato alla vigilia del primo giorno...

Governo, Di Maio apre a Lega e Pd, ma chiude ad alleanze con FI

Un contratto di governo alla tedesca: è la proposta che Luigi Di Maio ha lanciato alla vigilia del primo giorno di consultazioni al Quirinale. Destinatari dell'invito – alla pari, hanno messo in chiaro fonti del Movimento – sono il Pd de-renzizzato o in alternativa la Lega di Matteo Salvini. Dal tavolo il M5s ha escluso però in partenza Forza Italia e Silvio Berlusconi. In più, ha posto un'altra condizione: Di Maio dovrà essere premier. Il leader pentastellato punta così a decapitare i vertici storici dei due schieramenti avversari già protagonisti del Patto del Nazareno.

PD: «PER NOI È IRRICEVIBILE». Dal Pd si è levata subito la voce del capogruppo renziano doc Andrea Marcucci: la proposta è «irricevibile». Mentre Maria Stella Gelmini, a nome di Fi, si è indignata per il no al Cavaliere: «Siamo noi indisponibili». Salvini ha invece rilanciato: «Si parte dal centrodestra, dialogando anche con il M5s ma senza veti». Con una matassa ancora così intricata, è probabile che il primo giro di consultazioni si chiuda con una fumata nera.

MATTARELLA VUOLE PROPOSTE DI GOVERNO. Mercoledì il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà nello studio «alla Vetrata» del Quirinale i presidenti delle Camere, l'ex capo dello Stato Giorgio Napolitano, i rappresentanti di Svp, del gruppo Misto (quattro per la Camera, sei per il Senato) e Fratelli d'Italia. Il 5 aprile sarà la volta di Pd, Fi, Lega, M5s. Alla vigilia dal Colle trapela che Mattarella, «portavoce delle esigenze dei cittadini», si attende dai partiti proposte, indicazioni e programmi per dare al Paese un governo all'altezza della situazione.

L'esito finale è ancora un'incognita ed è da escludere che già il 5 aprile si abbia un premier incaricato: un secondo giro di consultazioni potrebbe essere convocato per la prossima settimana e c'è già chi ne mette in conto un terzo. C'è poi anche chi ipotizza che la situazione possa sbloccarsi solo dopo le Regionali in Molise e Friuli Venezia Giulia (22 e 29 aprile). Ma il Colle dovrebbe già indicare un metodo e un obiettivo: un governo di legislatura, senza prendere in considerazione almeno per il momento l'ipotesi che dall'impasse nasca un esecutivo di scopo per tornare alle urne.

I TRE PALETTI DI DI MAIO. A prendere l'iniziativa, mentre sembra slittare l'annunciato incontro con Salvini, è Di Maio. Il capo del M5s ha riunito i gruppi parlamentari e annunciato che proporrà «un contratto di governo come si fa in Germania». «Si fa ciò che c'è scritto, quello che non c'è scritto non si fa». Ma prima che i programmi, il nodo sono le condizioni poste dal M5s. Uno: il premier deve essere Di Maio, per non «tradire», hanno detto all'unisono i Cinque stelle, il voto degli elettori. Due: no a un'alleanza con Berlusconi, che bloccherebbe ogni tentativo di riforma del sistema, anche perché uno dei cardini del contratto sarebbe proprio la legge sul conflitto di interessi. Tre: si dialoga con un Pd ma «de-renzizzato».

A differenza dei 5Stelle, la Lega esclude qualsiasi alleanza di governo col PD bocciato dagli italiani.
La coalizione…

Geplaatst door Matteo Salvini op dinsdag 3 april 2018

Una delle priorità del possibile nuovo esecutivo a trazione M5s, ha ribadito il presidente di Montecitorio Fico, sarà il taglio ai costi della Camera. «Abbiamo un'occasione storica, non deluderemo», ha assicurato dal canto suo Di Maio. Salvini, che da Milano ha rilanciato la "ruspa" anti-immigrati e la castrazione chimica per pedofili e stupratori, via Facebook ha sottolineato che con il Pd non intende dialogare e che è pronto a «tornare a votare in mancanza di accordi chiari». E soprattutto, ha avocato alla coalizione di centrodestra l'iniziativa. Pronti al dialogo «anche» con i Cinque stelle, ha detto il leader leghista, ma «senza subire veti» (sul Cavaliere) o «imposizioni» (su Di Maio premier).

DI MAIO PUNTA ALL'ALA DIALOGANTE DEL PD. Si parte da Salvini premier, ha rilanciato l'alleata Gelmini. «Ma senza Fi non si fa nessun governo», ha avvertito il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, che potrebbe essere nominato coordinatore di Fi e partecipare in questa veste alle consultazioni. Di certo, hanno fatto sapere gli azzurri, Berlusconi è in campo: il 4 riunirà i suoi e il giorno dopo andrà al Colle. Quanto al Pd, l'invito di Di Maio al dialogo su un contratto di governo viene per ora respinto, anche se non dispiace all'ala «dialogante».

MARTINA: «NON SIAMO DISPONIBILI». Prima che parlasse Di Maio, uno spiraglio sembrava averlo aperto il segretario reggente Maurizio Martina, secondo il quale M5s fa «tatticismo» ma ha un programma non inconciliabile in alcuni punti con quello dem. Al Colle però la delegazione Pd porterà la linea di opposizione: «Non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier», ha dichiarato Marcucci. Ma la partita è lunga. Con il capo dei grillini che ha fatto appello a Martina, Franceschini, Minniti. «Ascolteremo le indicazioni del Colle», ha commentato Martina. Anche se ha lasciato a Twitter il commento più critico al leader M5s: «Caro Luigi Di Maio, noi non ci prestiamo a questi giochetti: chi tenta di dividere il Pd non ci riuscirà».

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