Lega e M5s difendono Conte: «Resta il candidato premier»

23 Maggio 2018 08.53
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Al termine di una due giorni di polemiche e indiscrezioni Giuseppe Conte ha varcato le porte del Quirinale per ricevere l'incarico dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le prime indiscrezioni suggerivano che Conte potesse accettare l'incarico con riserva e così è stato. Un comportamento in linea con la prassi del caso, dato che Conte si sarebbe presentato dal capo dello Stato con il discorso programmatico già in tasca. Nel corso della mattinata Luigi Di Maio e Matteo Salvini, su espressa domanda della presidenza della Repubblica, avevano confermato il nome di Conte come aspirante primo ministro per la formazione del governo. E, nelle ore precendenti la comunicazione del Colle, i pentastellati avevano fatto quadrato intorno al loro candidato per Palazzo Chigi. Col capo politico del Movimento 5 stelle che aveva ribadito come restasse «assolutamente il candidato premier del M5s e della Lega».

ESULTANO LEGA E CINQUE STELLE. Esultano M5S e Lega. «Oggi comincia la terza Repubblica, ve l'avevo detto, l'avevo promesso», ha commentato Di Maio. «Ovviamente il presidente decide, ma se è stato convocato….». «Soddisfazione in casa Lega per la convocazione di Conte dal presidente della Repubblica. Pronti a partire», si legge in una nota del Carroccio.

«Per me non ci sono alternative: o Conte o il voto», aveva spiegato in mattinata Danilo Toninelli, capogruppo del M5s al Senato. «Questa evenienza del 'se non venisse dato l'incarico' non esiste», aveva quindi aggiunto riguardo l'ipotesi di una decisione diversa da parte del presidente Mattarella. Poi, nel pomeriggio, ha aggiunto: «A differenza di altre volte la mozione di fiducia al governo non sarà una cambiale in bianco, ma sarà motivata con una serie di tematiche pertinenti e presenti anche nel contratto». Il pressing sul capo dello Stato era stato invece esercitato da Alessandro Di Battista con un post su Facebook: «Il presidente Mattarella per giorni ha insistito sull'urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata» per «un governo capace di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno, ma non dovrebbe intimorire chi ha l'onore di rappresentare l'unità nazionale».

«NON È COME MONTI». Conte insomma rimane l'unico nome del Movimento: «Al cento per cento», ha risposto il senatore pentastellato. «Il professor Giuseppe Conte oltre a essere un docente ordinario di diritto privato è una persona che io conosco, che il Movimento 5 stelle conosce. Non lo abbiamo tirato fuori dal cilindro 48 ore prima come venne fatto con Monti. Non è un tecnico, è un esperto che ha messo la faccia senza chiedere niente».

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