L’incubo crisi sullo sfondo della lite tra Lega e M5s

Governo appeso a un filo. Salvini: «Oltre a questo esecutivo solo il voto». Di Maio riunisce i suoi fedelissimi e replica: «Il Carroccio ci ha colpiti alle spalle, vuole tornare col Cav». Diplomazie al lavoro per scongiurare la rottura.

18 Luglio 2019 13.27
Like me!

Non c’è pace per l’esecutivo gialloverde. Con l’avvicinarsi del fine settimana salgono i toni dello scontro a distanza tra i due azionisti di governo. E la parola “crisi” torna a fare capolino in maniera sempre più insistente nelle dichiarazioni degli esponenti della maggioranza.

DI MAIO: «SE SALVINI VUOLE LA CRISI LO DICA CHIARAMENTE»

L’ultimo a pronunciarla, il 18 luglio, è stato il vicepremier Luigi Di Maio. «Se la Lega vuole far cadere il governo lo dica chiaramente e se ne prenda la responsabilità», ha scritto su Facebook il leader del Movimento 5 stelle. «Io non dico che abbiamo fatto male per l’Italia in questi mesi, ogni giorno cerco di portare a casa i risultati, ma con questo clima si fa male al Paese e quando si minaccia di far cadere il governo il risultato è che gli investitori non investono, perché si ritrovano un clima di incertezza e attendono il governo successivo». Salvini, è stato poi l’invito di Di Maio, «scelga tra l’interesse del suo partito e quello del Paese, ma così non si può andare avanti».

Nel pomeriggio, il capo politico del M5s ha riunito i capigruppo e i suoi, tra gli altri presenti Stefano Buffagni e Riccardo Fraccaro. Durante la riunione, si apprende dall’Ansa, Di Maio ha sottolineato: «Siamo stati colpiti alle spalle, le offese e le falsità dette nelle ultime 48 ore contro il M5s non hanno precedenti. Anche contro di me. Un mare di fake news solo per screditarci, quel che è accaduto è gravissimo». Il vice premier pentastellato ha poi aggiunto: «Il governo per noi va avanti perché siamo responsabili e leali, ma da quello che vedo la Lega vuole tornare con Berlusconi e se è così lo dica chiaramente, lo dica agli italiani. Dica la verità a chi gli ha dato il voto».

LE TRE CONDIZIONI POSTE DA SALVINI

A dar fuoco alle polveri, nel corso della mattinata, era stato Salvini, in una duplice intervista rilasciata a Repubblica e Corriere della Sera, attraverso cui il leader leghista aveva lanciato una serie di ultimatum al M5s. «Se arrivassero altri tre “no” su giustizia, autonomia e manovra, allora cambia tutto», aveva minacciato Salvini. Per poi rincarare la dose sulle voci di ipotetici accordi futuri tra cinque stelle e Partito democratico. «Da due giorni sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles. Tradendo il voto degli italiani che volevano il cambiamento, i grillini hanno votato il presidente della nuova Commissione europea, proposto da Merkel e Macron, insieme a Renzi e Berlusconi. Una scelta gravissima, altro che democrazia e trasparenza».

IL LEADER LEGHISTA: «HO PERSO LA FIDUCIA»

Da Helsinki, Salvini ha poi aggiunto: «La fiducia si è persa anche a livello personale. Perché io mi sono fidato per mesi e mesi». Alla domanda se sia possibile ricucire Salvini ha replicato: «Tutto è possibile speravo che dopo il voto si placassero le polemiche. In ogni caso noi siamo gli ultimi ad essere attaccati alla poltrona, se ci dovessimo rendere conto che non si riesce a lavorare». Per il leader leghista, «oltre questo governo ci sono solo le elezioni». A chi gli ha fatto notare che la finestra per votare si sta per chiudere Salvini ha replicato che «la finestra è sempre aperta». E sulla possibilità di elezioni in autunno ha detto: «È una domanda da fare ad altri, non decide Matteo Salvini. Il Viminale continua a lavorare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *