I passi avanti tra M5s e Pd con l’incognita Conte

Sul ritorno del premier si rischia la spaccatura. Zingaretti: «Serve discontinuità. Mi auguro non esista l'ipotesi del doppio forno». Orlando: «No a furbizie». E Cartabia si sfila dai papabili per Palazzo Chigi. Domenica i tavoli dem sul possibile programma comune.

24 Agosto 2019 12.09
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Passi avanti, almeno di facciata. Ma nei corridoi continua ad aleggiare il fantasma della rottura col ritorno del redivivo Matteo Salvini. Prosegue la trattativa tra Movimento 5 stelle e Partito democratico per formare un nuovo esecutivo giallorosso dopo la crisi di governo. Due sembrano essere i grandi ostacoli all’intesa: il nodo del taglio dei parlamentari (il Pd ha dato l’ok, ma non alla riforma grillina già arrivata alla terza lettura in parlamento e sempre col voto contrario dei dem, che vogliono anche una modifica della legge elettorale) e soprattutto il ruolo di Giuseppe Conte, che il Movimento rivorrebbe come premier mentre i democratici chiedono «discontinuità». Mentre la Lega prova a rientrare in gioco offrendo Palazzo Chigi a Luigi Di Maio.

DOMENICA I TAVOLI DEM SUL PROGRAMMA GIALLOROSSO

Di sicuro c’è che il 25 agosto alle ore 15 si riuniranno i sei tavoli di lavoro del Pd per un possibile programma giallorosso, da portare al confronto con il M5s: dalle istituzioni all’economia, dal welfare allo sviluppo sostenibile, partendo dalle priorità fissate nel documento approvato all’unanimità dalla Direzione nazionale dem. Lo scopo è verificare le condizioni per la nascita di un esecutivo di legislatura.

ZINGARETTI: «NULLA DI PERSONALE, MA SERVE DISCONTINUITÀ»

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, da Amatrice dove si trovava per le commemorazioni del terremoto del 2016, ha commentato a Sky Tg24: «Mi auguro non esista l’ipotesi del doppio forno. Conte? Nulla di personale, ma serve discontinuità. Qualcosa di diverso da un goveno che non ha avuto risultati positivi». Come finirà dunque? «Io sono sempre ottimista, credo che questa fase però vada fatta ascoltando e rispettandoci l’uno con l’altro».

GOVERNO DI DISCONTINUTÀ E SVOLTA PER UNA NUOVA STAGIONE DI CRESCITA Noi crediamo che sia importante aprire con tutte le…

Posted by Nicola Zingaretti on Saturday, August 24, 2019

Poi su Facebook ha scritto: «Noi crediamo che sia importante aprire con tutte le nostre forze una nuova fase politica, è necessario dar vita a un governo di svolta, per il lavoro, per la crescita, che affronti la situazione politica con un nuovo modello per aprire una nuova stagione. Per questo abbiamo chiesto un governo in discontinuità con quello che ci ha visto tra gli oppositori».

CARTABIA SI SFILA: «RESTO ALLA CONSULTA»

Intanto Marta Cartabia, vice presidente della Corte costituzionale, inserita tra i nomi dei papabili premier e spinta persino dal Vaticano, si è sfilata parlando all’Ansa: «L’incarico alla Corte costituzionale, che mi è stato affidato otto anni fa e che si concluderà nel settembre 2020, richiede grande impegno e responsabilità e intendo portarlo a compimento per il valore che la Costituzione gli attribuisce per la vita del Paese e soprattutto per quella di ogni singola persona».

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Il giudice costituzionale Marta Cartabia. (Ansa)

TUSK SPONSORIZZA CONTE: «ESEMPIO DI LEALTÀ IN EUROPA»

Dal canto suo Conte ha incassato un endorsement di peso, al di là di quello di parte di Beppe Grillo. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in una conferenza stampa a Biarritz, prima dell’apertura del G7, a precisa domanda ha infatti detto: «Conte è stato uno dei migliori esempi di lealtà in Europa. È sempre difficile difendere gli interessi nazionali e trovare soluzioni europee, ma su di lui posso dire soltanto cose positive. E poi ha un gran senso dell’umorismo».

Donald Tusk.

MARCUCCI: «NIENTE ULTIMATUM E VETI»

Il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci in precedenza aveva rilasciato dichiarazioni ottimistiche: «Con la delegazione del M5s abbiamo stabilito un percorso per arrivare a un accordo di governo serio e responsabile. Il confronto va avanti esattamente nelle modalità stabilite. Siamo convinti che, senza ultimatum e senza veti, riusciremo a dare un governo al Paese».

BOSCHI: «NO AL CONTE BIS? L’HA DETTO ZINGARETTI»

Dal fronte dei renziani però le parole di Maria Elena Boschi hanno scaricato tutta la responsabilità di un eventuale fallimento su Zingaretti: «È lui che gestisce la trattativa sulla base della linea stabilita in Direzione ed è lui ad aver detto no all’ipotesi di un governo Conte bis. Solo Zingaretti può cambiare quella linea», ha detto all’Ansa l’ex sottosegretaria al Ciocco, in Garfagnana, nell’ultimo giorno della scuola di politica di Matteo Renzi. Il giorno prima durante In Onda su La7 aveva dichiarato: «Spero che Di Battista non lavori per far saltare una possibile nuova maggioranza, le sue accuse ingiuste e le offese del passato adesso le metto da parte per il bene dell’Italia».

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Maria Elena Boschi. (Ansa)

PARAGONE: «IL PD VUOLE SOLO RISISTEMARSI AL POTERE»

Ma nel M5s non è solo Dibba a nutrire dubbi. Gianluigi Paragone, senatore grillino ed ex giornalista da sempre vicino alla Lega (è stato anche direttore de La Padania, organo ufficiale del Carroccio), è tra i più ostili verso l’accordo col Pd e lo ha ribadito in un’intervista al Corriere della sera: «L’audio di Renzi su Gentiloni conferma uno scollamento nel Partito democratico e dimostra che questo eventuale governo rischia di essere un’operazione finalizzata al ripesarsi nel Pd e al suo risistemarsi nel sistema di potere prima di una tornata di nomine decisive: dalle aziende pubbliche fino al presidente della Repubblica».

Gianluigi Paragone.
Gianluigi Paragone.

Sarebbe meglio andare a votare, insomma: «Se dovessi scegliere un partner di governo cercherei uno spiraglio con la Lega, partito che, come il Movimento, si è battuto contro il sistema liberista e finanziario che taglia fuori l’economia reale, le famiglie, le piccole imprese». Se invece si facesse «una maggioranza col Pd nessuno può contare più sulla mia disponibilità. È evidente che non potrei accettare di essere votato dalla Boschi». Indizi che portano a un addio ai cinque stelle? «Non è una decisione che prendo ora, ma se pioverà aprirò l’ombrello».

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Commenti: 1

  1. Se la discontinuità consiste solo nell’eliminare le poche persone capaci e rappresentative siamo al punto di partenza :scambio di poltrone

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