Ipotesi di governo, nuovo giro di incontri

Ipotesi di governo, nuovo giro di incontri

31 Maggio 2018 08.24
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«Ci sono tutte le condizioni per la nascita di un governo politico Lega-Movimento 5 stelle». Con un laconico comunicato congiunto Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno sancito il via libera alla nascita del primo governo giallo-verde, che dovrà ora essere soltanto vidimata dal capo dello Stato Sergio Mattarella. Salvo clamorosi colpi di scena, dunque, l'incontro fiume tra i due leader ha sciolto il rebus Paolo Savona, dando di fatto l'ok alla nascita di un esecutivo atteso 88 giorni. L'intesa è stata raggiunta sul nome di Giovanni Tria come ministro dell'Economia, con Paolo Savona dirottato agli Affari europei ed Enzo Moavero Milanesi agli Esteri.

COTTARELLI AL QUIRINALE PER LA RINUNCIA. In un primo momento Salvini pareva orientato a non mollare sul nome di Savona, nonostante Luigi Di Maio sperasse in un passo indietro del professore euro-scettico. Ma nella notte di mercoledì 30 maggio i due leader si sono sentiti a più riprese per trovare una quadra e nel pomeriggio è andato in scena il faccia a faccia decisivo alla Camera. Di lì a poco il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli è stato ricevuto da Mattarella per rimettere l'incarico ricevuto lo scorso 28 maggio. «Ho rimesso al presidente il mandato conferito», ha detto Cottarelli, «è stato per me un grande onore essere al servizio del Paese anche se per qualche giorno».

Balla ancora il possibile ingresso nell'esecutivo di Fratelli d'Italia, l'opzione che Salvini avrebbe a un certo punto messo sul tavolo per chiudere il cerchio. Uno scenario attorno al quale sembrava essersi registrata una spaccatura tra i parlamentari pentastellati. Annullati, a tal proposito, i due appuntamenti elettorali previsti in Puglia per Giorgia Meloni.

SOLO SIBILIA SI ESPRIME A FAVORE. Lo staff della comunicazione aveva smentito che la questione fosse sul tavolo delle trattative. L'ipotesi è valutata con molto realismo dai parlamentari anche se, a quanto risulta, l'argomento non sarebbe stato affrontato nella riunione congiunta di deputati e senatorI. «Che male c'è, se Fdi firma il programma perché non dovremmo lasciarli entrare? Sarebbe solo un modo per rafforzare la maggioranza e blindarla», osserva Carlo Sibilia, l'unico che apertamente ha appoggiato la proposta di ingresso di Fratelli d'Italia. L'allargamento della maggioranza a Fdi è sostenuto anche da parlamentari con il cuore che batte più a sinistra mentre altri sibilano: «È solo disinformazione».

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