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Salvini ha difeso i minibot e smentito Giorgetti: linea dura con l'Ue

Salvini ha difeso i minibot e smentito Giorgetti: linea dura con l’Ue

Il leader della Lega ha smentito il suo sottosegretario Giorgetti e difeso i minibot e continua a tenere la linea dura con l’Ue mentre l’Italia rischia la procedura sul debito

24 Giugno 2019 23.01

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Salvini rilancia i minibot e smentisce Giorgetti. È la linea della Lega e del governo, è nel contratto: bisogna pagare i debiti della Pa’, dice. Alta tensione sulle coperture delle misure-bandiera: la flat tax della Lega e il salario minimo dei Cinquestelle. «Vediamo quanto costa», sfida il sottosegretario leghista Garavaglia. Mentre Di Maio chiede di «non giocare a nascondino con 15 miliardi’ per la tassa piatta e apre a una manovra anche in deficit» a patto che «si creino posti di lavoro e si abbassi il cuneo fiscale». Il 26 giugno a palazzo Chigi è in programma un vertice di governo sull’Autonomia.

48 ORE DECISIVE PER I CONTI E IL GOVERNO CONTE

Sono quarantotto ore decisive per sventare la procedura Ue e per la vita stessa del governo. Un vertice serale a Palazzo Chigi deve affrontare i nodi di Autostrade (con il possibile ingresso di Atlantia in Alitalia) e delle intese sull’Autonomia. Solo dopo, con ogni probabilità, ci sarà l’incontro decisivo sui conti pubblici, in vista del Consiglio dei ministri di mercoledì 27. La speranza è che incassata l’intesa per le Regioni del Nord, su cui M5s continua a frenare, Salvini si ammorbidisca sulla trattativa con l’Ue. Ma la strada nel governo si annuncia tutta in salita, la scena è a dir poco caotica.

SALVINI IN DIFESA DEI MINIBOT

Lo scontro plateale tra M5s e Lega sulle coperture della flat tax e sul salario minimo, si somma alle tensioni leghiste dopo la frenata di Giancarlo Giorgetti sui minibot: Salvini li difende, a dispetto del sottosegretario. Il premier Giuseppe Conte, mentre incassa una candidatura olimpica che porterà anche tanti soldi, in silenzio lavora per tenere in piedi la trattativa con Bruxelles. Ma non solo Salvini, neanche Luigi Di Maio sembra aiutarlo.

VENDERE ALL’UE LA GARANZIADEL PARLAMENTO SUL DEFICIT AL 2,1%

La Commissione europea dà una settimana ancora al governo di Roma: si pronuncerà il 2 luglio. L’ipotesi che avrebbe preso corpo nelle ultime ore è una relazione al Parlamento che, dopo aver certificato con la legge di assestamento il miglioramento dei conti, metta nero su bianco che il deficit per il 2019 sarà più basso del 2,4% indicato ad aprile e si attesterà al 2 o 2,1% del Pil. La relazione dovrebbe passare per un voto delle Camere, per garantire a Bruxelles l’impegno dell’Italia. Ma resta il nodo degli impegni che l’Europa chiede sul 2020. Indicare correzioni rischierebbe di legare le mani all’esecutivo.

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Commenti: 1

  1. Se é cosí convinto della validitá dei minibot, dia l’esempio e si faccia pagare lo stipendio con questo nuovo, fantastico “strumento”

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