Grande fratello bunker

Barbara Ciolli
25/12/2010

In Germania, soggiorni da reality nei luoghi della Stasi.

Ferie natalizie nel bunker. Con tour nei meandri del fortino interrato, cene collettive nella cucina d’epoca della Stasi a base dei piatti à la Nva, il vecchio esercito dell’ex Ddr, cambio della guardia serale e ritiro nelle brandine a caserma su tre piani della camerata. Volendo, in Germania si può, grazie a uno dei 22 relitti antiatomici della Guerra fredda custoditi nel sottosuolo tedesco, restaurato dai proprietari dell’hotel Rennsteighöhe, nel cuore delle foreste innevate della Turingia, e trasformato in un museo privato.

Reality con l’uniforme della Ddr

Oltre alle visite guidate a pagamento (5,50 euro il biglietto intero, con riduzioni per studenti e gruppi), gli intraprendenti albergatori della Frauenwald, una delle località turistiche preferite dai tedeschi per le escursioni trekking e sciistiche, hanno escogitato anche l’“avventura di un reality di 16 ore”, per 12 persone massimo al costo di 100 euro a testa, da vivere gomito a gomito in un “bunker nel bunker”, ossia dentro lo spicchio di cemento armato, a loro disposizione durante il soggiorno.
UN GIORNO DA SOLDATO. «Piccolo, ma», hanno garantito i gestori dell’hotel a Lettera43.it, «un autentico pezzo di storia, già sperimentato anche da turisti inglesi e olandesi, non solo da nostalgici. Tutti i mobili sono originali, così come la tabella di marcia, ricostruita nel nostro programma, che scandiva le giornate della Nva» (guarda la photogallery dei rifugi della Stasi). Alle 7.30 del mattino, sveglia e di nuovo cambio della guardia, pulizia del bunker ed esercizi ginnici fino all’albergo. Poi chiamata all’appello nella hall e, dopo la consegna del regalo di congedo, l’addio dal posto di blocco, di nuovo liberi di vagabondare nella fitta selva di abeti celebrata dal sommo Goethe o nel centro della vicina Jena, capitale del Romanticismo tedesco.

Il rifugio top-secret della foresta

Costruito negli anni ’70 sotto un fabbricato industriale nella segretezza più assoluta, secondo il modello standard di 20 stanze parallele, due metri di larghezza per 2,5 metri d’altezza, il bunker di 3.600 metri quadri era stato concepito per garantire agli alti dirigenti della Stasi accoglienza e capacità operativa per otto giorni in caso di attacco nucleare, e fino a un anno in caso di aggressione con armi biologiche o chimiche. Il circuito autonomo di alimentazione elettrica e le apparecchiature avanzate per inviare e ricevere notizie come telefono, telescrivente, sistema a trasmissione radio e per intercettare le conversazioni sono tutt’oggi funzionanti. Persino i medicinali conservati nella stanza per il pronto soccorso sono quelli di allora.
I RADUNI DEI NOSTALGICI. Gli abitanti del circondario, poco più di 1.000 anime, giurano di non essersi mai accorti di niente ai tempi della Ddr, e che mai e poi mai avrebbero immaginato che sotto la foresta si nascondesse un rifugio dotato di sofisticati collegamenti radar con i russi e un salone per i consessi politici dei dirigenti nazionali. Aperti gli occhi e fiutato il business, dal 2004, anno d’inaugurazione del museo, la Frauenwald è diventata una calamita per i nostalgici della Germania Est. Dai visitatori che giocano a indossare le uniformi vintage della Ddr, ai raduni di panzer e camionette dell’ex esercito, al lancio del “reality nel bunker”: le iniziative ormai si sprecano, tanto che gli albergatori sono continuamente all’affannosa ricerca di personale che, nel tempo libero, si occupi del restauro e della manutenzione dei loro cimeli.

Tra musei e spedizioni non convenzionali

Oltre al fortino di Frauenwald, il solo altro rifugio interrato della Stasi trasformato in museo è quello di Machern, nella periferia di Lipsia: 1400 metri quadri scavati a due metri e mezzo di profondità, tra il 1968 e il 1972, per fungere da riparo per comandanti e alti ufficiali del distretto della Sassonia: gestito da una fondazione, l’impostazione delle visite e degli eventi culturali che vi vengono organizzati è tuttavia unicamente di carattere civico, e non folkloristico-commerciale.
TOMBAROLI DEI BUNKER. Quanto agli altri bunker, disseminati nei 15 distretti in cui era suddivisa la Germania dell’Est, sulle loro rovine i tedeschi sanno di tutto e di più, e non solo per sentito dire. Proibito o pericoloso che sia, di notte gruppi di curiosi armati di torcia e piccone si improvvisano regolarmente tombaroli di spedizioni nel mondo sotterraneo, per trafugare indisturbati memorabilia dei tempi andati: i loro video su YouTube non mancano.

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