Grande sorella d’Alaska

Redazione
16/10/2010

Da New York Alessandra Cardinale “Personal is politics”, uno slogan delle femministe d’antan, è tornato di moda negli Stati Uniti....

Da New York
Alessandra Cardinale

“Personal is politics”, uno slogan delle femministe d’antan, è tornato di moda negli Stati Uniti. E volenti o no, le donne devono in questo caso ringraziare Sarah Palin che dal momento in cui è apparsa nell’arena politica americana lo ha impersonato meglio di chiunque altro.
L’ex governatrice dell’Alaska è un’impeccabile promoter di se stessa, non perde occasione per vendere il suo brand da sola o accompagnata  dalla sua numerosa famiglia. Dopo aver “consigliato” alla figlia Bristol di buttarsi sulla pista di “Ballando con le stelle”, uno dei programmi televisivi più seguiti dagli americani, l’ultima strategia di marketing ha preso molti alla sprovvista: Sarah e il resto dei Palin, marito compreso, saranno i protagonisti da domenica 14 novembre di un reality show pensato appositamente per lei e intitolato “Sarah Palin’s Alaska”.

Cachet da 125 mila dollari a episodio

Lo show andrà in onda sul canale americano Tlc, The Learning Channel, il canale educativo, e sul sito spalaska.com gli autori del reality spiegano che «non si tratta di uno show politico ma del racconto di un “insider” sull’Alaska». Sta di fatto che il nome dell’”insider” è quello di Sarah Palin, la donna che dal giorno in cui si è dimessa da governatrice dell’Alaska nel luglio 2009 a luglio 2010 ha guadagnato 12 milioni di dollari vale a dire che in un anno ha centuplicato il suo stipendio da governatrice stimato a 125 mila dollari all’anno.
In confronto ad altri suoi colleghi ex politici e agitatori di folle come Glenn Beck, l’uomo da 32 milioni di dollari, la Palin è ancora alle prime armi ma promette bene. Per il reality il cachet pattuito con la Tlc è di 125 mila dollari a episodio, gli episodi sono otto e i conti facile da fare, mentre con “Going Rogue”, il suo primo libro autobiografico, ha incassato 7 milioni di dollari e ha già firmato un accordo con la casa editrice Harper Collins per un secondo volume. Stando al Washington Speaker Bureau percepisce, inoltre, circa 100 mila dollari per ogni sua uscita pubblica.

Lo spauracchio della Mama Grizzly

Il reality show della Palin ha alzato un polverone sulla sua probabile candidatura alle presidenziali del 2012. Il dubbio amletico “candidata sì-candidata no” è in realtà un tormentone già da mesi che verrà risolto solo nell’estate prossima quando i nomi che correranno per la poltrona più importante e influente al mondo verranno tirati fuori.
Come ha spiegato James Poniewozik sull’ultimo numero di Time magazine, in edicola dal 4 novembre, «le persone si candidano alle presidenziali quando hanno sostenitori, soldi e vogliono diventare presidente degli Stati Uniti d’America. La Palin ha tutto questo».
Se il merchandising “Palin” venduto sottoforma di tomo o di reality show possa agevolare la sua carriera politica è tutto da vedere. Karl Rove, uno dei più stretti collaboratori di George W. Bush, ha dichiarato che il reality è un passo falso che potrebbe costare caro alla capostipite delle Mama Grizzly, termine con cui sono chiamate le pasionarie conservatrici.
Ma, a onor del vero, le scelte anticonvenzionali condotte da Sarah Palin, dal 2008 a oggi, le danno ragione e per questo motivo spaventano molti, repubblicani e democratici.