Grandi fratelli crescono

Redazione
28/09/2010

Prima o poi doveva succedere. E succederà nel 2011, quando l’amministrazione Obama proporrà al Congresso una legge sulle intercettazioni online....

Grandi fratelli crescono

Prima o poi doveva succedere. E succederà nel 2011, quando l’amministrazione Obama proporrà al Congresso una legge sulle intercettazioni online.
Le chat su Skype, le mail criptate sui blackberry, le chiacchiere su facebook: zone franche difficilissime da monitorare e tenere sotto sorveglianza in caso di necessità.
Per anni queste conversazioni digitali sono state l’incubo di agenzie governative e servizi segreti di tutto il mondo, assillati dalla paura del “going dark”, di rimanere all’oscuro e tagliati fuori dal modo di comunicare emergente. Una lezione imparata in fretta da sospetti terroristi, evasori fiscali, boss della criminalità organizzata, che hanno utilizzato le nuove tecnologie per erodere progressivamente la capacità investigativa del Federal Bureau of Investigation e della National Security Agency.

L’aspetto tecnico

Dopo la creazione del Cyber Command (leggi l’articolo), corpo militare informatico composto da mille soldati di pattuglia sul web, la Casa Bianca compie un altro significativo passo avanti per puntellare il complesso apparato governativo americano e adeguarlo all’era digitale.
Secondo il progetto elaborato dalla Casa Bianca insieme a Fbi e Nsa, presidiare il web è questione prima di tutto tecnica. L’idea è obbligare tutte le aziende di comunicazione che operano in territorio americano, statunitensi o straniere che siano, a creare negli Usa degli uffici locali capaci di eseguire intercettazioni.
Gli altri nodi del progetto impattano anche più duramente i princìpi e l’architettura della Rete. Gli sviluppatori di software peer-to-peer, che permettono lo scambio diretto di file tra due o più utenti in rete, saranno tenuti a riprogettare il loro servizio per permettere le intercettazioni.

La reazione delle compagnie

Skype, la compagnia di VoIp (voice over Ip, la telefonia che corre su internet) più famosa al mondo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. A inizio settembre l’azienda ha lanciato il programma “Channel Partner”, una rete di supporto alle società che scelgono skype come strumento di comunicazione aziendale.
Il passaggio non è da poco: dopo aver conquistato i privati, l’assalto è al mondo del business. Ciò richiede uno sforzo tecnico non indifferente alla compagnia, ed è dunque lecito aspettarsi che non sia stata colta impreparati dal set di regole che (forse) sarà.E probabilmente non è stata spiazzata neanche la Rim, Research in Motion, la compagnia canadese che produce i blackberry, smartphone con un sistema di codifica delle e-mail talmente avanzato che nemmeno i provider possono decrittarle.
Dopo gli attentati a Mumbai nel 2008, il governo indiano è entrato in conflitto con l’azienda canadese proprio per l’impossibilità di sorvegliare le mail scambiate sui dispositivi della Rim. Gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita avevano addirittura minacciato di bloccare il servizio e-mail e instant messaging della compagnia. Governi che stanno trattando con Research in Motion l’apertura di una “porta di servizio” nell’avanzato sistema, a completa disposizione delle autorità nazionali. Precisamente il terzo punto proposto dalla Casa Bianca. 

Gli investimenti

Intanto l’Fbi ha stanziato circa venti milioni di dollari per supportare le aziende di comunicazione e rinforzare il proprio arsenale di sorveglianza elettronica. I giochi non sono ancora fatti, beninteso, sulle intercettazioni del futuro prossimo.
Lo testimonia il feroce dibattito che si è scatenato circa gli effetti di simili norme sulla libertà della Rete. Certo è che le decisioni del Congresso americano definiranno un modello di riferimento che nessuno potrà ignorare.