Grattacielo in costruzione oscura la vista dell’Empire State Building

Redazione
02/11/2023

Un esempio della corsa allo sviluppo edilizio, soprattutto in altezza, che sta oscurando le vedute più belle della città. «Occorre regolamentare i panorami iconici che garantiscono un’esperienza collettiva e un senso di identità condivisa», ha detto Jorge Otero-Pailos della Columbia University.

Grattacielo in costruzione oscura la vista dell’Empire State Building

Un grattacielo in costruzione sta oscurando la vista dell’Empire State Building. Si tratta di 262 Fifth Avenue, una torre alta quasi 250 metri sulla 29/a strada a NoMad (acronimo di north of Madison Square Park, ndr), quartiere trendy in via di sviluppo che sta diventando appannaggio di milionari e miliardari.

Lo sviluppo edilizio ha tolto la vista ai panorami più belli

Come ha sottolineato il New York Times, una volta lo skyline della Grande Mela era come un’icona riconoscibile in tutto il mondo. Si estendeva come un ponte immaginario dall’Empire State Building fino alle Torri Gemelle e bastava alzare gli occhi verso l’alto per avere dei punti di riferimento. Tuttavia, la corsa allo sviluppo edilizio, soprattutto in altezza, sta avvenendo alle spese di alcuni dei panorami più belli della città, al punto da far chiedere se non sia il caso di mettere delle regole. Sempre il quotidiano newyorkese cita gli esempi di capitali come Londra o San Pietroburgo o anche Roma dove esistono delle regolamentazioni che proteggono la vista.

L’unico panorama regolamentato a New York è quello su Lower Manhattan 

Al momento la città di New York ha solo regolamentato il panorama su Lower Manhattan lungo l’East River dalla Brooklyn Heights Promenade. Per anni i residenti si sono goduti la splendida vista, tuttavia, come una beffa, la regola non vale per Manhattan. Da oltre il ponte di Manhattan, quindi, lo spettacolo è ora One Manhattan Square, un gigante da 81 piani a forma di zeta. «E ora di riconsiderare alcuni presupposti. La regolamentazione dei panorami iconici garantirebbe un’esperienza collettiva, un senso di identità condivisa e un significato civico in grado di legare i newyorkesi per generazioni nel corso dei secoli», ha detto Jorge Otero-Pailos, a capo del programma di conservazione storica della Columbia University.