Grecia, anche l’Ue si prepara all’addio

Redazione
18/08/2012

Una vera e propria tragedia greca la cui fine sembra già scritta da tempo, ma che solo ora si comincia...

Grecia, anche l’Ue si prepara all’addio

Una vera e propria tragedia greca la cui fine sembra già scritta da tempo, ma che solo ora si comincia ad accettare con rassegnazione.
Atene è sempre più vicina ad abbandonare l’euro e i Paesi della Ue-17 preparano le scialuppe di salvataggio, fuggendo come topi dalla nave che affonda.
Orma è certo, la Grexit, il piano B in caso di crollo greco «è tecnicamente possibile». L’ha confermato il 18 agosto il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker, che ha comunque messo in guardia dei «rischi politici enormi».
«NO AI NUOVI AIUTI». E nello stesso giorno Wolfgang Schaeuble, ministro delle finanze tedesco, ha negato la possibilità del ricorso a nuovi aiuti per Atene, ribadendo che i governi europei non sono così «stupidi» da non avere un piano B.
Giorno nerissimo il 18 agosto per la Grecia, perché ci si è messa di mezzo anche la Troika Ue-Bce-Fmi, che ha scoperto un nuovo buco nelle finanze elleniche, con un fabbisogno per il prossimo biennio che, secondo lo Spiegel, sarebbe di 14 miliardi, e non di 11,5.
La strategia della Grecia è quella di chiedere più tempo per risanare il bilancio, ma il Paese sembra ormai aver imboccato il viale che porta dritti fuori dall’Eurozona.
AUSTERITY E RECESSIONE. L’austerity, indispensabile per sistemare i conti pubblici, porta però la recessione, in una spirale infinita che rende impossibile l’obiettivo della riduzione di un deficit che al momento è al 9,3% e che entro il 2014 dovrebbe scendere al 3%. Ecco perché Atene punta a ottenere una proroga di altri due anni.
Secco però il rifiuto di Berlino: «Non è pensabile mettere a punto un nuovo programma per la Grecia», ha detto Schaeuble, «Ci sono dei limiti agli aiuti».

Diversa invece la posizione di François Hollande, sempre secondo quanto riportato dalla stampa tedesca. Il capo di Stato francese avrebbe mostrato maggiore disponibilità verso Atene, e anche di questo Berlino e Parigi hanno in programma di discutere il 23 agosto, durante l’incontro già in programma tra Hollande e Merkel.
«RISCHI IMPREVEDIBILI». Per Juncker, un addio della Grecia all’euro sarebbe «tecnicamente possibile» ma «non sarebbe concepibile politicamente ed avrebbe rischi imprevedibili» e comunque «non fa parte» delle sue ipotesi di lavoro, anche se diventerebbe una possibilità concreta se «la Grecia violasse tutte le regole e non rispettasse nessun accordo».
Ma intanti cominciano a pensare che gli sforzi per tenere Atene nella moneta unica abbia più costi che benefici.
In gioco c’è la sopravvivenza dei Paesi più prossimi al contagio, come Italia e Spagna, con cui, second Juncker, i mercati «sono ingiusti» perché non prendono in considerazione i loro «seri sforzi di risanamento».
MADRID E ROMA MEGLIO. Madrid e Roma sono infatti esempi virtuosi, e da mesi hanno avviato il percorso per ridurre il debito e riportare il deficit sotto il 3%.
L’Italia, con il suo avanzo primario del 5% nel 2012, può puntare al pareggio di bilancio nel 2013. La Spagna ha qualche difficoltà in più e aspetta i primi 30 miliardi di aiuti Ue alle banche.
Il ministro dell’Economia spagnolo Luis De Guindos il 18 agosto ha auspicato un intervento della Bce «senza limiti prefissati, né di quantità né di durata» per mettere un freno allo spread: dal momento che la Bce può intervenire solo dopo la richiesta di attivazione dello scudo, la sua uscita suona quasi un’anticipazione della richiesta di aiuti.