La Corte di Strasburgo ha condannato la Grecia a risarcire la famiglia di un migrante, ucciso dalla guardia costiera

Matteo Innocenti
17/01/2024

A settembre del 2014 il siriano Belal Tello si trovava a bordo di un motoscafo che non si fermò all’alt nelle acque dell'Egeo orientale. Seguì uno scontro tra le imbarcazioni, poi la motovedetta sparò, colpendolo alla testa: «Violato il suo diritto alla vita».

La Corte di Strasburgo ha condannato la Grecia a risarcire la famiglia di un migrante, ucciso dalla guardia costiera

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato la Grecia a pagare 80 mila euro di danni alla moglie e ai due figli di Belal Tello, migrante siriano ucciso dagli spari della guardia costiera ellenica, che nel 2014 esplose diversi colpi contro il motoscafo su cui si trovava, nelle acque dell’Egeo orientale.

Lo scontro con la motovedetta e gli spari della guardia costiera

A settembre del 2014, la guardia costiera ordinò lo stop a un motoscafo nei pressi dell’isola di Pserimos. L’imbarcazione, che trasportava 14 persone attraverso la stretta striscia di mare tra la Turchia e le isole greche del mar Egeo, si lanciò invece in quelle che la Corte si Strasburgo ha definito «manovre pericolose», scontrandosi con la motovedetta della guardia costiera «in due o tre occasioni». La guardia costiera sparò sette colpi di avvertimento e poi 13 contro il motore fuoribordo dell’imbarcazione pilotata da trafficanti di esseri umani: una pratica «estremamente pericolosa», che rappresentava «un pericolo per i passeggeri del motoscafo». Due siriani a bordo rimasero gravemente feriti, uno colpito alla spalla e l’altro, Tello, alla testa. Quest’ultimo, rimasto in un ospedale greco per sei mesi, fu successivamente trasferito in Svezia, Paese in cui vivevano già la moglie e i figli, dove continuò a ricevere cure fino a dicembre del 2015, quando è avvenuto il decesso.

La Grecia è stata condannata da Strasburgo a risarcire la famiglia di un migrante siriano, ucciso da uno sparo della guardia costiera.
La Corte europea dei diritti umani (Getty Images).

La sentenza della Corte europea dei diritti umani 

Secondo la corte di Strasburgo quel giorno la Grecia, sparando contro la nave, «violò il diritto alla vita» di Tello. «La guardia costiera ha fatto un uso eccessivo della forza nel contesto di norme poco chiare sull’uso delle armi da fuoco» e Atene «non ha esercitato la necessaria vigilanza per ridurre al minimo qualsiasi rischio per la vita», ha affermato la Corte europea dei diritti umani. La decisione di Strasburgo è stata accolta con favore da Refugee Support Aegean, uno dei gruppi che hanno contribuito a presentare il ricorso legale. Il caso, ha evidenziato la ong, «dimostra ancora una volta carenze sistemiche ben documentate nella pianificazione e attuazione delle operazioni della guardia costiera e nelle indagini sulle violazioni dei diritti umani in mare». In relazione all’incidente di settembre 2014, un tribunale greco ha successivamente condannato due cittadini turchi con l’accusa di traffico di esseri umani.