Monia Melis

Non solo Greta Thunberg: chi sono gli altri baby ambientalisti

Non solo Greta Thunberg: chi sono gli altri baby ambientalisti

Dal pioniere Felix Finkbeiner alla californiana Alexandria Villaseñor e all'ugandese Nakabuye Hilda Flavia: le battaglie degli attivisti teenager (o poco più). 

19 Maggio 2019 13.00

Like me!

Trecce, impermiabile giallo da pescatore e il cartellone scritto a mano: l'iconografia dei giovani ambientalisti ha un volto e un nome. È quello della 16enne svedese Greta Thunberg che ha inventato lo Skoltrejk for Klimatet, ossia lo sciopero scolastico del venerdì per il clima.

Ma non è sola la leader del nuovo movimento che punta a sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sulle conseguenze del clima impazzito. Dall'Australia alla Germania, dall'Uganda al Friuli sono tanti gli esponenti locali: alcuni seguono la sua scia, altri una strada personale con iniziative originali. Condividono la giovanissima età, l'impegno ostinato e l'uso consapevole della comunicazione social. Ecco alcuni identikit dei baby ambientalisti.

1. LA GRETA ITALIANA: MIRIAM MARTINELLI

L'omologa italiana di Greta, sua coetanea, è Miriam Martinelli da San Donato Milanese. Rappresentante degli studenti, ha organizzato e gestito il corteo del 15 marzo. Vegetariana, sogna di aprire un agriturismo ed è disposta a rischiare la bocciatura pur di perseguire la sua battaglia.

2. ARAN COSENTINO E LA BATTAGLIA PER L'ALBERONE

In Friuli Venezia Giulia c'è Aran Cosentino, studente del liceo artistico di Udine, che ha salvato il torrente Alberone dall'inquinamento di una centrale idroelettrica. A 16 anni aveva fondato un'associazione, poi ha organizzato una petizione con la raccolta di migliaia di firme fino a ottenere la rinuncia dell'azienda. Il tutto da Savogna, micro paese al confine con la Slovenia.

3. GIOVANNI ATZENI IN DIFESA DELLE FORESTE

Altro luogo periferico, altro paladino ambientale: Giovanni Atzeni, da Sassari. Diventato Alfiere della Repubblica ancora minorenne l'anno scorso, ha iniziato a piantare alberi da quando aveva 15 anni. Lo fa con la collaborazione dell'Ente foreste, secondo i dettami dell'associazione Plant for The Planet. Segue le orme di un'altra rivelazione green: il tedesco Felix Finkbeiner.

LEGGI ANCHE: L'impatto negativo dei cambiamenti climatici sulla Terra

​4. FELIX FINKBEINER E IL PROGETTO PLANT FOR THE PLANET

È lui l'enfant prodige dell'ambientalismo: il tedesco Felix Finkbeiner, dalla Baviera. Ora ha 21 anni, ma la sua storia – quasi una fiaba – inizia quando ne ha appena nove. L'ambizione è riforestare il Pianeta: di certo il suo contributo l'ha dato. Nel 2011 ha piantato il suo milionesimo albero davanti ai ministri dell'Ambiente di 45 nazioni, ora – secondo le stime – è arrivato a 15 miliardi. La media è di 30 all'ora. Per farlo ha coinvolto nel progetto Plant for The Planet i ragazzi che vivono in 67 Paesi diversi

5. ALEXANDRIA VILLASENOR LANCIA EARTH UPRISING

Dal Vecchio continente agli Usa: la traghettatrice dei teen attivisti è Alexandria Villaseñor, 13 anni appena. Originaria di Davis, California, presidia da mesi il Palazzo di vetro Onu a New York (dove vive con la sua famiglia): l'obiettivo è far entrare il dibattito sul cambiamento climatico nell'agenda politica. Finora è riuscita solo con i democratici, mentre la politica del presidente Donald Trump è decisamente meno attenta al tema. Nata e cresciuta tra laghi e foreste ha vissuto il trauma della distruzione di Camp fire, l'incendio che nel 2018 ha distrutto Paradise, città a 90 miglia da Davis: 56 i morti e 300 dispersi. Nel giorno della Terra, il 22 aprile, da Twitter ha annunciato la creazione della sua nuova no profit Earth Uprising.

LEGGI ANCHE: Frenare il climate change in quattro mosse

6. NAKABUYE HILDA FLAVIA, LA VOCE DELL'AFRICA

Più adulta rispetto ad altri protagonisti, con i suoi 20 anni è il volto delle battaglie africane. Nakabuye Hilda Flavia, studentessa di Economia, dall'Uganda punta a smuovere l'intero continente. Tra gli slogan: «No alla deforestazione», «no all'inquinamento». Con una rete di ragazzi, dalle scuole all'università, porta avanti anche la battaglia anche per l'acqua: «Tutela i laghi», si legge in un cartello tenuto in mano in una foto sul suo profilo Twitter. Attorno tanti bimbi con bottiglie di plastica vuote.

LEGGI ANCHE: Corsa contro il tempo per fermare il riscaldamento globale

7. JEAN HINCHCLIFFE CONTRO IL CARBONE

La Greta australiana è Jean Hinchcliffe, 14 anni, da Sidney. È una delle organizzatrici delle manifestazioni che si sono tenute a marzo a Melbourne, Sydney, Brisbane, Perth. «Scioperiamo per dire ai nostri politici di fermare tutti i progetti basati su carbone e gas e di agire immediatamente per portare l’Australia al 100% di energie rinnovabili», ha spiegato. In migliaia hanno respinto la richiesta del primo ministro Scott Morrison: «Siate meno attivisti e restate in classe».

LEGGI ANCHE: La chiusura a ostacoli delle centrali a carbone in Italia

8. LA BABY PASIONARIA PAULA DÖRR

Bandiere blu dell'Europa, cartelli fai da te per l'associazione Vă vedem che in rumeno significa "Noi vi guardiamo". La loro postazione è a Sibiu, cittadina della Transilvania, davanti alla sede del partito socialista che guida il Paese dal 2016. A capo degli adolescenti mobilitati anche contro la corruzione (come spiega in un'intervista dell'Huffinghton Post) c'è Paula Dörr, 13 anni. Occhi azzurri a mandorla, sorriso abbozzato ha incontrato con la sua delegazione di attivisti il presidente francese Emmanuel Macron e altri leader, nella sua città per il summit europeo. A loro ha consegnato una lettera firmata da 17 mila ragazzi sul clima, in chiusura ancora l'avvertimento-motto.

9. LUISA NAUBAUER, UNA 23ENNE PER LE RINNOVABILI

Stop al carbone, subito. Di certo entro il 2030. Questo il piano strategico per il clima secondo Luisa Neubauer, 23 anni, tedesca. Provenienza e ricetta per il clima non sono casuali: l'energia del suo Paese arriva storicamente da centrali a carbone, nonostante l'obiettivo europeo dello stop previsto per il 2050 dall'Accordo di Parigi. La soluzione di Neubauer – ripetuta con determinazione – non è una novità: da 10 anni la Germania, con la cancelliera Angela Merkel, ha avviato la transizione energetica prevista dal piano Energiewend. Sul piatto 500 miliardi di euro, ma solo nel 2018 la quota di rinnovabili ha superato il carbone (necessario per un quarto del totale).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *