Grillo al Newsweek: «Sì a un referendum sull'euro e due monete»

Grillo al Newsweek: «Sì a un referendum sull’euro e due monete»

16 Maggio 2018 08.03
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Sulla formazione di un governo M5s-Lega il garante Beppe Grillo si dice ottimista: si farà. «Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma accadrà», ha detto al Newsweek in un'intervista uscita il giorno dopo la pubblicazione della contestata bozza di contratto giallo-verde. «Se puntiamo a ridurre le imposte per le piccole e medie imprese, se puntiamo a un reddito di cittadinanza, se vogliamo migliorare la vita delle persone, allora possiamo trovare un accordo».

MODELLO SVIZZERO E DEMOCRAZIA DIRETTA. Sull'idea di Europa, poi – su cui Grillo si era già espresso il 4 maggio in una intervista al magazine francese Putsch in cui aveva rispolverato la necessità di un referendum sull'euro smentendo di fatto la linea del capo politico Luigi Di Maio – ha ribadito: «L’Unione europea in passato aveva molti meriti, ma ora è disfunzionale, ha bisogno di riforme». E, ancora: «Il Parlamento europeo non ha alcun potere, le decisioni sono prese dai commissari. E se si guarda a chi siede nelle commissioni, si trova un politico circondato da sette lobbisti. Indovina chi prende le decisioni? La nostra visione per l’Europa si ispira al modello svizzero di democrazia diretta».

REFERENDUM E DUE EURO. Per questo secondo Grillo il referendum è necessario. «Siamo favorevoli a un referendum consultivo sull’euro», ha ripetuto. «Potrebbe essere una buona idea avere due euro, per due regioni economiche più omogenee. Uno per l’Europa settentrionale e uno per l’Europa meridionale».

PUTIN? «HA IDEE CHIARE». Sul suo ruolo all'interno del M5s, ha poi messo in chiaro: «Osservo dall’esterno e interverrei solo se si perdessero di vista i principi». Definendosi una sorta di «mecenate e padre nobile». Dal palco e dallo spettacolo alla politica. Un po' come Donald Trump. «Ho osservato che i media mainstream erano così totalmente contro di lui che, alla fine, lo hanno aiutato», ha sottolineato Grillo. «Lo stesso è accaduto con il Movimento 5 stelle. I media hanno ottenuto l’opposto di quanto mirassero. Lo stesso è accaduto con Brexit». Il garante poi promuove anche Vladimir Putin: «È certamente una persona che ha idee chiare. Non temo affatto Putin. La Russia vuole fare commercio, non la guerra. L’antiputinismo ci costa miliardi in sanzioni».

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