La lettera di Guaidó a Salvini e Di Maio

La lettera di Guaidó a Salvini e Di Maio

06 Febbraio 2019 15.07
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Il presidente autoproclamato del Venezuela Juan Guaidó ha chiesto che i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il premier Giuseppe Conte incontrino una sua delegazione. Guaidó ha scritto ai leader di Lega e M5s e al presidente del Consiglio, nel tentativo di portare dalla sua parte l'Italia. Finora, Roma s'è limitata a chiedere libere elezioni nel Paese sudamericano, senza tuttavia endorsare Guaidó, a differenza di altri Stati della Unione europea. La posizione italiana sconta le divisioni interne al governo, tra un Carroccio apertamente schierato contro Nicolas Maduro e un Movimento che in passato ha dimostrato una certa fascinazione per il Venezuela del leader chavista e, in seguito alla crisi istituzionale che ha travolto Caracas, ha sostenuto la linea della non ingerenza. Nella lettera, Guaidó ha chiesto «disponibilità a un incontro a Roma nel più breve tempo possibile con la nostra delegazione, finalizzato a uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che sta vivendo il Venezuela. Vorremmo potere rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi e grazie al sostegno della comunità internazionale, a libere elezioni democratiche».

IL RINGRAZIAMENTO A SALVINI PER LA «VICINANZA DIMOSTRATA»

«Il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l'indizione di elezioni libere e trasparenti» e la soluzione dell'«attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100 mila italiani che vivono in Venezuela» sarebbero illustrati dalla delegazione, «guidata dal presidente della Commissione Esteri dell'Assemblea Nazionale Francisco Sucre e dal nostro Rappresentante europeo per gli Aiuti Umanitari Rodrigo Diamanti». Guaidó ha espresso a Salvini «i più profondi sentimenti di riconoscenza per la costante vicinanza dimostrata al nostro amato Venezuela», con gli «auspici di massima e proficua collaborazione a nome del popolo venezuelano». «Il complesso periodo storico che il Venezuela sta attraversando», si legge nella missiva, «pone ciascuno di noi dinanzi a grandi speranze che leggiamo negli occhi dei nostri concittadini. Ciò comporta grandi responsabilità sia al cospetto della nostra Patria, sia nei confronti della comunità internazionale tutta».

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