Guaidó «sconcertato» per la linea dell'Italia sul Venezuela

Guaidó «sconcertato» per la linea dell’Italia sul Venezuela

11 Febbraio 2019 22.08
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Juan Guaidó ha espresso "sconcerto" per la linea neutrale dell'Italia sul Venezuela ed ha inviato una sua delegazione a Roma per convincere il governo a schierarsi dalla sua parte, insieme con quasi tutta Europa, per proseguire la sua battaglia verso nuove elezioni presidenziali. Guaidó ha ricevuto il sostegno di Matteo Salvini, che al telefono gli ha confermato la sua posizione anti-Maduro. Ma tutto è rinviato al voto del 12 febbraio in Parlamento, che si terrà dopo una comunicazione del ministro Enzo Moavero Milanesi, per verificare la coesione della maggioranza, fin qui spaccata tra la Lega che vuole l'uscita di scena del presidente chavista e i Cinque stelle che non vogliono schierarsi con nessuno.

VERSO IL VOTO IN PARLAMENTO

Guaidó una breccia nel Carroccio l'ha già aperta. Salvini lo ha chiamato durante l'incontro con la sua delegazione, per ribadirgli "la dura presa di posizione contro Maduro" e il "sostegno al percorso costituzionale" che il presidente del Parlamento ha messo in moto per arrivare "al più presto" a elezioni, ha reso noto il Viminale, aggiungendo che Salvini ha posto anche l'accento sulla necessità di "salvaguardare l'incolumità di Guaidó e della sua famiglia". La delegazione venezuelana è stata poi accolta da Moavero, "anche a nome del premier Giuseppe Conte", ha fatto sapere la Farnesina. A certificare che il governo non si oppone a Guaidó, tutt'altro. Lo ha spiegato più chiaramente il sottosegretario Ricardo Merlo: "Non riconoscendo la legittimità di Maduro, indirettamente riconosciamo l'Assemblea nazionale come organo che deve portare il Venezuela al più presto a nuove elezioni libere presidenziali". Solo che, ha puntualizzato, "crediamo che non sia il momento di fare nomi di presidenti". La linea della prudenza dovrebbe essere confermata anche domani in Parlamento. Una risoluzione di maggioranza ci sarà, con un impegno tra l'altro "a sostenere il dialogo per arrivare nei tempi più rapidi alla convocazione di nuove elezioni presidenziali", secondo quanto si legge in una bozza che circola in Transatlantico. Ma le distanza tra 5S e Lega non si sono ancora ricomposte e probabilmente si tratterà tutta la notte.

IL NODO DEL RIFERIMENTO A MADURO NELLA DICHIARAZIONE

Secondo alcune fonti di maggioranza, uno dei nodi sarebbe un riferimento esplicito a Maduro nella dichiarazione. Gli emissari di Guaidó, che il 12 febbraio proseguiranno nei loro contatti con i gruppi parlamentari, hanno ricevuto anche un messaggio di "vicinanza del Papa e della Santa Sede al popolo venezuelano, principalmente a quelli che soffrono", oltre all'auspicio di una "soluzione giusta e pacifica alla crisi nel rispetto dei diritti umani", ha spiegato la sala stampa vaticana al termine dell'incontro alla segreteria di Stato. La questione dei venezuelani che soffrono per la mancanza di cibo e medicine è in cima alle priorità di Guaidó, che da Caracas ha lanciato un appello alla popolazione a scendere in piazza domani per inviare un messaggio alle forze armate, perché consentano l'ingresso degli aiuti umanitari bloccati al confine da Maduro. Anche il presidente in carica si è rivolto ai venezuelani, invitandoli ad unirsi al cosiddetto 'piano nazionale di difesa integrale della pace e della sovranità': ossia ai militari, che ieri hanno avviato "le più grandi esercitazioni della storia", in programma fino al 15 del mese, per prepararsi ad "un'invasione degli Stati Uniti", ha avvertito.

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