L’uso dei tunnel sotterranei nelle guerre: dal Vietnam a Gaza

Daniele Curci
12/11/2023

Costruiti a partire dagli Anni 80 per collegare la Striscia all'Egitto, i cunicoli sotterranei sono usati da Hamas per spostare uomini e armi ed entrare in territorio israeliano. Una tattica utilizzata anche dai Viet Cong contro gli americani.

L’uso dei tunnel sotterranei nelle guerre: dal Vietnam a Gaza

La guerra tra Israele e Hamas è destinata a durare ancora a lungo. Oltre ai combattimenti casa per casa, a Gaza l’esercito di Tel Aviv cammina letteralmente sopra un intricato sistema di tunnel la cui lunghezza e profondità sono tuttora sconosciute. E questo nonostante dalla metà degli Anni 90 esista un’unità, la Yahalom Unit, specializzata nella loro individuazione e distruzione. Si stima che la rete possa estendersi per circa 500 chilometri, con alcuni cunicoli profondi oltre 60 metri. Per dare l’idea, si parla di una lunghezza superiore a quella della metro di Londra (400 chilometri), tant’è che la rete di tunnel nella Striscia è stata ribattezzata “Gaza Metro”. Ignoti anche i costi di realizzazione. Per un tunnel che si estendeva per oltre un km e mezzo all’interno di Israele scoperto una decina di anni fa si stimò un costo di circa 10 milioni di dollari. Soldi che spesso arrivano dall’Iran o vengono dirottati dagli aiuti destinati alla popolazione civile.

L'uso dei tunnel sotterranei nelle guerre: dal Vietnam alla Striscia di Gaza
Si stima che i tunnel sotto Gaza si estendano per 500 km (Getty Images).

Dal passaggio delle merci dall’Egitto al traffico di uomini e armi

La costruzione dei tunnel a Gaza è cominciata ben prima che Hamas prendesse il controllo della Striscia nel 2007. La loro esistenza è nota dagli Anni 80. Utilizzati in un primo momento per fare entrare nella Striscia viveri e altri beni dall’Egitto, sono col tempo diventate vie di transito per armi e uomini. Dopo il massacro del 7 ottobre, si suppone che gli ostaggi israeliani siano tenuti prigionieri proprio sottoterra.

I tunnel di Gaza e il precedente di quelli scavati dai Viet Cong in Vietnam

Nel conflitto scoppiato all’indomani dell’operazione Diluvio di Al-Aqsa, i tunnel sono tristemente tornati protagonisti. Ma non è la prima volta che i cunicoli sotterranei vengono utilizzati in guerra. Uno dei pochi paragoni che può essere fatto, per l’uso strategico e tattico di questi reticolati sotterranei, è con la rete di tunnel realizzata dai Viet Cong durante la guerra del Vietnam contro gli Usa. La rete vietnamita, in particolare nel distretto di Cu Chi che comprende la Capitale Ho Chi Minh City, fu fondamentale per la vittoria dei Viet Cong. Il reticolato si estendeva per chilometri e alcuni complessi erano così articolati che comprendevano stanze, rifornimenti d’acqua e sistemi di areazione, così come trappole e false vie per confondere i tunnel rats, un’unità d’élite dell’esercito americano creata nel 1966. I rats si calavano, spesso in solitaria, in tunnel strettissimi, con una torcia e una pistola o un coltello, consapevoli che lungo il percorso avrebbero incontrato non solo scorpioni e serpenti velenosi ma soprattutto i nemici.

L'uso dei tunnel sotterranei nelle guerre: dal Vietnam alla Striscia di Gaza
Un vecchio tunnel dei Viet Cong ora visitabile dai turisti (Getty Images).

La rete sotterranea neutralizza gran parte dei vantaggi che l’Idf ha in termini di tecnologia militare e intelligence

La guerra del Vietnam ha dimostrato quanto l’uso dei tunnel possa rappresentare una minaccia per un esercito convenzionale abituato a una guerra simmetrica, in cui le strategie e le tattiche delle parti non differiscono in modo significativo. Ed è anche per questo che il conflitto tra Israele e Hamas potrebbe durare ancora a lungo, con un elevato numero di morti e feriti. Il gruppo palestinese potrà continuare a usare la sua rete di tunnel per condurre missioni di attacco a sorpresa, anche infiltrandosi dietro le posizioni dell’esercito israeliano, azzerando gran parte dei vantaggi che l’Idf possiede in termini di tecnologia e intelligence. I tunnel, inoltre, rappresentano un vantaggio operativo ulteriore, perché consentono di spostare armi – come i missili – e uomini più rapidamente. Si tratta di un vantaggio anche psicologico: Hamas diviene un nemico invisibile, che può entrare e uscire dal suolo rapidamente, aumentando il senso di ansia e confusione dei soldati israeliani.  Senza contare che l’esfiltrazione dei feriti dai tunnel è quasi impossibile. Entrare in questo reticolato presenta una vera e propria sfida, da affrontare con attrezzature sofisticate. In certi casi, la scarsa ventilazione d’aria rende necessario l’uso di bombole d’ossigeno. In altri, la visibilità è pari a zero e anche i visori notturni possono poco, perché per funzionare sfruttano la luce notturna che nei tunnel è completamente assente. I segnali satellitari con cui comunicare e per orientarsi non sempre funzionano sottoterra. E un colpo di arma da fuoco o un’esplosione può facilmente rivelarsi un boomerang provocando la sordità o il ferimento di chi spara.

Utilizzando le bunker busting a Gaza si rischia di uccidere civili e ostaggi

Nei tunnel ora si trovano anche ostaggi e i civili, il che limita il raggio di azione dell’Idf che rischia di prestare il fianco alla propaganda pronta a cavalcare anche il minimo incidente. Tanto più che Hamas è stata più volte accusata da Israele e recentemente anche dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen di usare i civili come scudi umani per rallentare le operazioni militari. Motivo per cui le bunker busting, le bombe aeree di profondità usate per distruggere i tunnel, non possono essere utilizzate nella gran parte dei casi.