Gli aggiornamenti sulla guerra in Libia del 14 aprile 2019

Gli aggiornamenti sulla guerra in Libia del 14 aprile 2019

14 Aprile 2019 20.51
Like me!

L'undicesimo giorno di guerra alle porte di Tripoli è stato segnato da uno stop dell'offensiva di terra delle forze di Khalifa Haftar, che secondo alcune fonti avrebbero pagato un prezzo altissimo in termini di vite dall'inizio dell'attacco alla capitale.

LEGGI ANCHE: Conte vede a Roma gli alleati di Sarraj

I militari del governo di unità nazionale guidato da Fayez al Sarraj il 14 aprile hanno abbattuto un caccia nemico e assicurato una nuova linea difensiva più profonda lungo l'asse del fronte meridionale. In una situazione di sostanziale stallo sul terreno, il maresciallo è volato al Cairo, dove ha incassato il rinnovato sostegno di uno dei suoi principali alleati, il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.

TRAMONTATO IL SOGNO DI UNA GUERRA LAMPO

Il faraone, secondo quanto ha fatto trapelare ai media, ha ribadito «il sostegno dell'Egitto agli sforzi della lotta contro il terrorismo e le milizie estremiste per realizzare la sicurezza e la stabilità della Libia». Ma gli osservatori leggono la mossa di Haftar come un segnale di debolezza da parte del maresciallo, in evidente difficoltà di fronte a un'offensiva pensata come un blitzkrieg ed arenatasi invece in un pantano di battaglie ben lontane dal cuore della capitale.

SERRAJ SCARTA L'IPOTESI DI CESSATE IL FUOCO

«Haftar ha tentato un golpe militare contro la Libia. Ha fallito, e non sarà sufficiente che si ritiri a Bengasi. La comunità internazionale esca dalla sua ambiguità», ha tuonato l'ambasciatore libico a Bruxelles Hafed Gaddur. Ci sono Paesi «che tramano alle spalle del governo legittimo e riconosciuto dalla comunità internazionale», ha aggiunto l'ex ambasciatore di Tripoli a Roma, «ma noi sappiamo chi sono». In serata, anche un portavoce dell'esecutivo tripolino, Muhannad Younis, ha escluso che il governo di Accordo nazionale libico di Fayez al Sarraj possa accettare alcun cessate il fuoco adesso, almeno fin quando le forze di Haftar non saranno ritornate alle posizioni di partenza.

VERTICE ROMANO CON FORZE MISURATINE E QATAR

Così, in un quadro ancora molto fluido, il 15 aprile atterreranno a Roma due avversari dell'uomo forte della Cirenaica per consultazioni con il governo italiano. Il primo è Mohammed Al Thani, vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Stato sponsor dell'esecutivo Sarraj. Il secondo è Ahmed Maitig, numero due del Consiglio presidenziale ed esponente di Misurata, la città libica più potente a livello militare le cui milizie sono schierate a difesa di Tripoli. Entrambi avranno colloqui sia con il premier Giuseppe Conte che con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.

LEGGI ANCHE: Dalla Libia possono arrivare 6 mila profughi

OLTRE 130 MORTI E 16 MILA PERSONE IN FUGA

Intanto, i morti accertati nell'ovest libico sono oltre 130, tra i quali 35 bambini. La tv al Ahrar da Bengasi ha parlato di «oltre 100 uccisi» solo tra le forze di Haftar. L'emittente ha citato fonti ospedaliere proprio a Bengasi, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. Mentre l'emergenza umanitaria si aggrava. L'Onu stima siano oltre 16.000 gli sfollati in fuga dalle zone di combattimento, che vanno ad alimentare l'allarme profughi. Molte famiglie riparano in edifici disabitati oppure nelle strutture pubbliche, come le scuole.

CONDANNA ONU CONTRO IL RAID DI HAFTAR

Le Nazioni Unite hanno avvisato che «il bombardamento di scuole, ospedali, ambulanze e aree civili è severamente proibito dal diritto internazionale umanitario». Il riferimento implicito è al bombardamento di sabato 13 aprile da parte dei caccia di Haftar contro una scuola elementare deserta, ad Ain Zara, soli 15 km a sudest dal centro di Tripoli. Nell'area anche il giorno dopo riecheggiavano esplosioni e raffiche di armi pesanti, apparse molto distanti dal centro della città.

RISCHIATA UNA STRAGE

La bomba sganciata dai caccia dei ribelli poteva causare una strage: l'area colpita della scuola, che sorge accanto a un modesto compound delle milizie locali, è quella coperta predisposta per far riparare gli scolari dalle temperature roventi. A pochi metri c'è un campo di pallavolo e uno di calcetto. Ovunque i segni della presenza dei bambini, che fortunatamente di sabato non vanno a scuola. La missione Onu in Libia «sta monitorando e documentando tutti gli atti di guerra che violano questa legge al fine di informare il Consiglio di sicurezza e la Cpi», la Corte penale internazionale dell'Aja.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *