Le notizie del 17 aprile 2019 sulla guerra in Libia

Le notizie del 17 aprile 2019 sulla guerra in Libia

Bombe su Tripoli da parte delle forze di Haftar, che dicono: «Controlliamo il perimetro della capitale». Il colonnello di Sarraj: «L'ordine è prendere Bengasi».

17 Aprile 2019 04.14

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«L'ordine del comando centrale è di andare in ogni città della Libia che non è sotto controllo del governo di accordo nazionale».

Le parole pronunciate il 17 aprile dal colonnello Mohammed Qannouno, portavoce della 'war room' delle forze governative libiche, parlano di un Fayez al Sarraj intenzionato a spingersi fino a Bengasi, e non solo a difendere la capitale Tripoli, da giorni ormai nel mirino delle forze (e delle bombe) del generale Khalifa Haftar. «Quando parlo di ogni città libica», ha chiarito Qannouno, «intendo anche la Cirenaica», regione a Est della Libia che fa capo all'ex uomo della Cia.

BOMBE SU ABU SLIM, A RIDOSSO DEL CENTRO DI TRIPOLI

Dal canto loro, le forze di Haftar hanno reso noto, attraverso le parole del generale Ahmed al-Mismari, citato dal quotidiano Al Wasat, che «le nostre unità occupano adesso nuove posizioni nel perimetro della capitale Tripoli e avanzano verso altre posizioni. Agiamo solo contro il terrorismo e l'estremismo, e comprendiamo l'ampiezza del complotto contro il Paese», ha detto il generale.

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Nella notte tra il 16 e il 17 aprile, le forze di Haftar hanno bombardato Abu Slim, il quartiere a ridosso del centro di Tripoli: il bilancio è di almeno cinque morti, secondo quanto riferito all'agenzia Ansa da fonti mediche dell'ospedale locale. Dura la reazione di Sarraj, che ha sottolineato come bombardare le aree residenziali sia «un crimine contro l'umanità: dimostra che Haftar è un criminale di guerra e sarà ricercato dalla giustizia a livello nazionale e internazionale. Presenteremo alla Corte penale internazionale la documentazione per classificarlo tale. Il Consiglio di sicurezza Onu ha la responsabilità legale e umanitaria di ritenere questo criminale responsabile delle proprie azioni». Un altro raid delle forze fedeli al generale, sull'area di Wadi Rabie, circa 35 km a Est di Tripoli, ha ucciso cinque soldati. Haftar ha negato di essere responsabile dei lanci, attribuendo a «milizie terroriste» la responsabilità.

SI AGGRAVA IL BILANCIO DEGLI SCONTRI: 190 MORTI

Il presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ha diffuso un nuovo bilancio degli scontri a due settimane dall'inizio dell'offensiva di Haftar. Le vittime sarebbero 190 tra le quali 60 minorenni. I feriti sono invece saliti a 850 a seguito di forti scontri avvenuti nella serata e nella notte del 16 aprile. Oltre 22.000 gli sfollati e tra questi si contano 8.000 minorenni.

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