Le ultime notizie sulla guerra in Libia del 23 aprile 2019

Le ultime notizie sulla guerra in Libia del 23 aprile 2019

Si aggrava il bilancio delle vittime a una ventina di giorni dall'inizio dell'offensiva di Hatar: già 264 i morti. Allarme per una possibile ondata di oltre 100 mila profughi verso l'Italia.

23 Aprile 2019 08.36

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L'offensiva dell'uomo forte della Cirenaica, Khalifa Haftar, sembra essersi fermata, almeno a sud di Tripoli. Il portavoce del ministero dell'Interno del governo riconosciuto dalla comunità internazionale, Abdul Hafez El Mabrouk, ha tenuto una conferenza stampa ad Azizia, a circa 50 km a sud della capitale, per spiegare che le forze del governo di accordo nazionale libico controllano l'intera area che da Wadi Al Rabie va fino ad Azizia.

TRIPOLI TAGLIA E LEGAMI CON LA FRANCIA

El Mabrouk ha parlato anche della sospensione di qualsiasi collaborazione con la Francia come chiaro messaggio che «la sovranità dello Stato libico è al di sopra di tutti gli interessi e considerazioni, e non è negoziabile né oggetto di discussioni». Il portavoce ha anche elogiato il ruolo delle dalle autorità tunisine nell'evitare di far del proprio territorio un luogo di incitamento di conflitti o offensive e sottolineando le profonde relazioni fraterne tra i due paesi e l'importante ruolo della Repubblica tunisina nel sostenere il raggiungimento della stabilità in Libia.

ATTIVATE CELLULE A TRIPOLI PER SPARGERE IL CAOS

El Mabrouk ha spiegato inoltre che l'assalto di Haftar alla capitale rappresenta un «piano criminale» che vede impegnate non solo le milizie di Haftar, ma anche cellule dormienti nella capitale Tripoli, nel tentativo di diffondere il caos e indebolire la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, cercando di inviare messaggi in Libia e all'estero sulla mancanza di sicurezza nella capitale. Il portavoce ha anche confermato, con l'emanazione del decreto 850/19, l'istituzione di un comitato per la gestione della crisi con il compito di coordinare la risposta all'emergenza degli sfollati dalle aree di conflitto, al fine di salvare vite umane e proteggere proprietà pubbliche e private.

SI AGGRAVA ANCORA IL BILANCIO DELLE VITTIME: 264 MORTI

L'l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in Libia, intanto, ha diramato un nuovo tragico bollettino sulle vittime. I morti sarebbero ora almeno 264, mentre i feriti, solo nell'area periferica di Tripoli, sarebbero 1.266.

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POSSIBILE ESODO DI 100 MILA PERSONE VERSO L'ITALIA

Secondo il quotidiano La Stampa se gli scontri dovessero continuare potrebbe crearsi un esodo di almeno 100 mila persone verso l'Italia. Secondo il giornale da tutta la costa libica migliaia di persone sarebbero pronte a partire per raggiungere le nostre coste. Se l'offensiva di Haftar venisse riconosciuta ufficialmente dall'Onu come una guerra lo status legale dei migranti cambierebbe e il governo italiano sarebbe quindi costretto ad accoglierle.

LE MOSSE DELLE DIPLOMAZIA ITALIANA

Il vice premier Matteo Salvini, da Pinzolo, ha commentato la situazione libica spiegando che «mentre alcuni si divertono a giocare alla guerra, in Libia stiamo lavorando per assicurare la pace». Il ministro dell'interno ha precisato anche come l'Italia sia pronta a fronteggiare nuovi flussi migratori dal nord Africa. «Rispetto allo stesso periodo del 2018», ha aggiunto, «gli sbarchi sono diminuiti del 92%, mentre le espulsioni sono triplicate». Mercoledì 24 aprile invece il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, avrà una riunione con il Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé.

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