Delegazione egiziana a Tel Aviv per negoziare sul cessate il fuoco, Netanyahu: «La guerra durerà più del previsto»

Redazione
31/12/2023

C'è l'ipotesi di uno scambio di 40 ostaggi per un mese di tregua, ma il premier israeliano frena. Morto in un raid su Gaza uno dei fondatori dell'ala militare di Hamas. L'Idf estende le operazioni a Khan Yunis. Oltre 21.800 le vittime palestinesi. Usa: «Affondate tre navi Houti nel Mar Rosso, uccisi gli equipaggi». Gli aggiornamenti sul conflitto in Medio Oriente.

Delegazione egiziana a Tel Aviv per negoziare sul cessate il fuoco, Netanyahu: «La guerra durerà più del previsto»

Una delegazione dei servizi di sicurezza egiziani è a Tel Aviv nel contesto degli sforzi per ottenere la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza. Lo riferiscono i media locali, citando il giornale Al-Arabi al-Jadid, vicino al Qatar che sta mediando insieme con l’Egitto. I delegati hanno voluto verificare in che misura Israele sia disposto a un cessate il fuoco di lunga durata e anche a un eventuale ritiro da parti della Striscia di Gaza nel contesto di un accordo più ampio. Il quotidiano israeliano Walla scrive intanto che Hamas «ha accettato in linea di principio» di riprendere i colloqui sul rilascio di circa 40 ostaggi detenuti a Gaza in cambio di una pausa nei combattimenti che potrebbe durare un mese. Benjamin Netanyahu frena, avvertendo che la guerra «durerà molti più mesi» di quanto inizialmente previsto.

Delegazione egiziana a Tel Aviv per negoziare sul cessate il fuoco, Netanyahu: «La guerra durerà più del previsto». Gli aggiornamenti.
Manifestazione per la liberazione degli ostaggi (Getty Images).

Sono oltre 21.800 i morti nella Striscia, più di 56 mila i feriti

Il numero delle vittime nella Striscia a partire dall’inizio della guerra è salito a 21.822. Sono inoltre 56.451 i feriti secondo il ministero della Sanità di Gaza. Il bilancio è in continuo aggiornamento, visto che l’Idf sta estendendo le proprie operazioni a Khan Yunis (principale città nel settore sud di Gaza) e nelle vicine località di Nusseirat e Daraj-Tufach.

Ucciso in un bombardamento uno dei fondatori dell’ala militare di Hamas

Uno dei fondatori dell’ala militare di Hamas, Abdel Fattah Ma’ali, è stato ucciso in un bombardamento israeliano. Ex braccio destro dell’ingegnere Yihia Ayash (confezionatore di sofisticati ordigni che causarono numerose vittime israeliane nell’Intifada) Ma’ali aveva poi trascorso lunghi periodi in Siria, Yemen e Sudan perfezionando così le proprie conoscenze militari. Era tornato a Gaza nel 2006 ed aveva assunto una posizione di rilievo nelle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas.

Delegazione egiziana a Tel Aviv per negoziare sul cessate il fuoco, Netanyahu: «La guerra durerà più del previsto». Gli aggiornamenti.
La devastazione della Striscia di Gaza (Ansa).

Usa: «Affondate tre navi Houti nel Mar Rosso, uccisi gli equipaggi»

Il Comando navale centrale degli Stati Uniti ha annunciato di aver risposto a un attacco degli Houti nel Mar Rosso, affondando tre delle imbarcazioni dei ribelli sciiti e uccidendone gli equipaggi. Si tratta del primo caso di vittime nella fila del movimento yemenita – sostenuto da Teheran – in uno scontro diretto con le forze statunitensi, che guidano la coalizione navale creata per garantire la sicurezza marittima internazionale nel Mar Rosso. Secondo quanto riferito dal Comando Centrale degli Stati Uniti, gli Houthi avevano attaccato una portacontainer battente bandiera di Singapore «con armi di piccolo calibro, avvicinandosi a 20 metri e tentando di salire a bordo».

Sono 10 i ribelli Houthi rimasti uccisi nei raid Usa contro le tre imbarcazioni nel Mar Rosso. Lo riferiscono fonti del porto di Hodeida in Yemen. Altri quattro sono sopravvissuti.

Il ministro delle Finanze di Israele: «Impedire che i palestinesi rimangano a Gaza»

Israele deve favorire l’emigrazione in massa dei palestinesi dalla Striscia di Gaza affinché siano accolti altrove e «rifarsi così un’esistenza in maniera umana». Lo ha detto alla radio militare il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso. «Dobbiamo impedire che a Gaza rimangano due milioni di palestinesi che sognano la distruzione di Israele. Noi peraltro non vogliamo governarli». Secondo Smotrich nella Striscia, dove Israele non intende creare insediamenti ebraici, dovrebbero vivere 200 mila arabi. Solo così, ha detto auspicando un «controllo militare prolungato», sarebbe possibile garantire la sicurezza a quanti risiedono nel Negev.