Guerra in Medio Oriente, negoziati sospesi dopo l’uccisione di al-Arouri

Redazione
03/01/2024

Hamas: «Aggressione contro il nostro popolo». Hezbollah: «I combattenti della resistenza sono pronti a reagire». Rischio escalation, convocato il Consiglio sicurezza delle Nazioni Unite. Israele estende le operazioni nella Striscia di Gaza. Gli aggiornamenti sul conflitto.

Guerra in Medio Oriente, negoziati sospesi dopo l’uccisione di al-Arouri

Dopo l’uccisione di Saleh al-Arouri avvenuta a Beirut, l’Egitto ha sospeso i negoziati tra Hamas e Israele sul rilascio degli ostaggi e un nuovo cessate il fuoco a Gaza. E cresce, dopo quanto accaduto, l’allarme per un’escalation del conflitto, in particolare lungo il confine tra Libano e Israele. «Le nostre dita sono sul grilletto», ha minacciato Hezbollah, facendo sapere che «questo crimine non rimarrà senza risposta e impunito» e che «i combattenti della resistenza sono pronti». Nella serata del 2 gennaio, la formazione sciita ha lanciato due missili anticarro contro la postazione dell’Idf vicino al confine. Ismail Haniyeh, capo di Hamas, ha parlato di «atto terroristico totale», «violazione della sovranità del Libano» e «aggressione contro la nazione palestinese». Ha reagito anche la Jihad Islamica, che per bocca dell’esponente dell’ufficio politico Ihsan Ataya ha affermato: «Israele pagherà per i suoi crimini, anche per l’uccisione di Saleh al-Arouri». Minacce allo Stato ebraico inoltre sono arrivate dall’Iran.

Guerra in Medio Oriente, negoziati sospesi dopo l'uccisione di al-Arouri. Gli aggiornamenti sul conflitto Israele-Hamas.
Bandiere verdi di Hamas su un minareto nei pressi di Ramallah (Getty Images).

Il governo di Beirut esorta Hezbollah a non rispondere

Il governo del Libano ha esortato Hezbollah a non rispondere all’uccisione di al-Arouri. Lo ha detto il ministro degli Esteri del Paese, Abdallah Bou Habib, alla radio della Bbc: «Siamo molto preoccupati. I libanesi non vogliono essere trascinati e nemmeno Hezbollah vuole essere trascinato in una guerra regionale».

Convocato il Consiglio di sicurezza dell’Onu

È stato convocato (alle ore 15, le 21 italiane) il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Al centro della seduta il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale: tra i temi l’emergenza nel Mar Rosso, dove gli attacchi degli Houthi stanno mettendo a rischio la navigazione. E anche il rischio di escalation dopo il raid di Israele che ha ucciso il numero due di Hamas.

Le truppe di Tel Aviv estendono le operazioni a Gaza

L’esercito israeliano sta estendendo le operazioni nel settore centrale della Striscia di Gaza, a ridosso di Khan Yunis. Nella notte l’aviazione ha bombardato cinque grattacieli a Ein Jallut: gli edifici erano stati sgomberati in precedenza su ordine dell’Idf. Le truppe di terra stanno avanzando nell’area compresa fra il campo profughi di el-Bureij e Nusseirat. Più a sud operazioni a Huz’a, dove sono state scoperte fortificazioni sotterranee: all’interno di una scuola, spiega l’esercito di Tel Aviv, è stato trovato l’imbocco di un tunnel di Hamas.

Guerra in Medio Oriente, negoziati sospesi dopo l'uccisione di al-Arouri. Gli aggiornamenti sul conflitto Israele-Hamas.
Esplosione a Khan Yunis (Getty Images).

Idf, raid con droni contro palestinesi armati in Cisgiordania

Le Forze di difesa israeliane hanno inoltre riferito di aver effettuato un attacco con droni contro un gruppo di uomini armati in Cisgiordania. In un raid antiterrorismo su larga scala vicino a Tulkarem, l’Idf ha catturato una decina di palestinesi ricercati e sequestrato attrezzature militari. Dal 7 ottobre, riporta l’Idf, le truppe di Tel Aviv hanno arrestato più di 2.570 palestinesi ricercati in Cisgiordania, tra cui più di 1.300 affiliati ad Hamas. In Cisgiordania è al momento in corso uno sciopero generale in segno di protesta per per l’uccisione di al-Arouri.

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Sciopero generale in Cisgiordania: negozi chiusi a Nablus (Getty Images).

Times of Israel: «Colloqui Israele-Congo per la ricollocazione degli abitanti di Gaza»

Sarebbero in corso colloqui segreti tra Israele e il Congo, che avrebbero come oggetto la ricollocazione degli abitanti di Gaza. Lo riporta il sito Zman Yisrael (versione in ebraico di Times of Israel), citando una fonte di alto livello del gabinetto di sicurezza nazionale.

Unrwa: dal 7 ottobre uccisi 142 dipendenti dell’agenzia

L’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha reso noto che dall’inizio delle ostilità a Gaza sono stati uccisi 142 suoi dipendenti. L’agenzia stima inoltre che gli sfollati interni nella Striscia sono 1,9 milioni, ovvero oltre l’85 per cento della popolazione.