Gli Usa hanno iniziato il ritiro delle truppe dalla Siria

Gli Usa hanno iniziato il ritiro delle truppe dalla Siria

11 Gennaio 2019 14.21
Like me!

Gli Stati Uniti hanno cominciato il ritiro militare dalla Siria. La conferma è arrivata dal portavoce della Coalizione internazionale anti-Isis a guida Usa citato stamani dai media panarabi. Con una mail inviata Associated Press il colonnello Sean Ryan, portavoce della Coalizione, ha confermato che è iniziato il processo di ritiro. Ryan, però, ha spiegato che «a causa di questioni di sicurezza non verrà fornita una timeline del ritiro, l'area interessata e nemmeno il movimento di truppe». La decisione fa seguito all'annuncio di Donald Trump dello scorso dicembre che ha portato anche alle dimissioni del segretario della Difesa Jim Mattis. Nel corso della giornata il Pentagono ha però voluto specificare che il ritiro ha riguardato solo degli equipaggiamenti e non dei soldati.

LEGGI ANCHE: Le incognite del ritiro Usa dalla Siria dietro la missione di Pompeo

COLONNA DI MEZZI USA RIENTRA IN IRAQ

Gli Stati Uniti mantengono finora circa duemila militari nella Siria orientale e settentrionale. Dal canto suo, l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha affermato che nelle ultime ore un convoglio di mezzi militari americani ha lasciato la Siria in direzione dell'Iraq attraversando il valico di Fishkhabur, sul Tigri, dalla città siriana di Rmeilan verso il Kurdistan iracheno.

IL VIAGGIO DI POMPEO IN MEDIORIENTE

Il ritiro delle forze americane è avvenuto in contemporanea con il viaggio in Medio Oriente del segretario di Stato americano Mike Pompeo. Lo scopo del tour è quello di rassicurare gli alleati della regione a proposito dei piani americani dopo il ritiro. Nel suo discorso all'università americana del il Cairo tenuto il 10 dicembre, Pompeo ha descritto gli americani come una «forza per il bene» affermando di essere rimasto fedele al principio di «completo smantellamento» della minaccia posta dello Stato islamico. La mossa dell'11 gennaio va in controtendenza rispetto a quanto dichiarato da John Bolton. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump domenica 6, nel corso del suo viaggio in Israele, aveva detto che il ritiro era subordinato a particolari circostanze e che queste avrebbero avrebbero addirittura potuto ritardare il ritiro. Nello specifico la condizione principale è la completa eliminazione dell'Isis e la garanzia che Ankara non lanci un'offensiva contro i curdi.

I DUBBI DI MOSCA

La Russia è parsa scettica sul piano di Washington di ritirare le proprie truppe. «Attualmente», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dall'agenzia Interfax, «abbiamo l'impressione che stiano lasciando il Paese per rimanervi, come in un film che amiamo. Almeno questa è l'impressione che abbiamo». «Non posso condividere», ha aggiunto Zakharova, «la vostra sicurezza sul fatto che stiano andando via perché non abbiamo mai visto una strategia ufficiale». «È importante» che i curdi e il governo di Damasco stabiliscano un dialogo alla luce del ritiro delle truppe americane dalla Siria, ha detto ancora Zakharova. «Riteniamo importante», ha aggiunto la diplomatica, «che i territori lasciati dagli americani passino sotto il controllo del governo siriano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *